Mancato pagamento dell’IMU, ravvedimento e rateizzazione: i passi da compiere per metterti in regola

Il numero massimo di rate possibili ai fini del pagamento dell’IMU è stabilito in 72. Tuttavia, la rateizzazione non è sempre possibile. mancato pagamento imu

La tassa sulla casa prevede il pagamento in acconto e saldo e non c’è possibilità di rateizzarla, se non in determinati casi. Va ricordato che dal 1° gennaio 2020 l’IMU include sia la vecchia tassazione che la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. I versamenti prevedono il pagamento entro il 16 giugno dell’acconto e entro il 16 dicembre il saldo.

Ma cosa accade in caso di mancato pagamento entro la scadenza? Esiste la possibilità di effettuare un ravvedimento operoso, con l’applicazione di una sanzione ridotta a seconda del ritardo nel versamento. In questo caso la legge non consente di rateizzare l’importo da pagare. L’unica possibilità prevista è segue l’arrivo dell’accertamento fiscale. In questo caso la richiesta va presentata al comune di riferimento, con la possibilità di dividere la cifra fino a 72 rate. Il debitore deve però dimostrare di trovarsi in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà economica, secondo i commi 796 e 797 della legge di bilancio 2021. Inoltre, nel caso di un importo superiore a 6000,01 euro la rateizzazione non può essere inferiore a 36 rate.

IMU, attenzione alla Tasi non pagata fino al 2020mancato pagamento imu

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Si tratta dell’imposta sugli immobili, un vero dramma che arriva due volte l’anno, a giugno e a novembre e da cui non c’è scampo. A parte la prima casa, nel caso in cui corrisponda anche alla residenza, su tutte le altre proprietà grava questo balzello che va pagato, pena forti multe e addirittura il rischio pignoramento. Tutto questo ovviamente è amplificato dall’ampio uso che gli italiani fanno della proprietà immobiliare: rispetto ad altri europei abbiamo una percentuale di proprietà più alta. 

Va ricordato che la Tasi è stata abolita nel 2020, ma che i suo gravami continuano ad arrivare anche ad oggi, almeno per chi non l’ha pagata. Infatti si può ricorrere ad un procedimento da pare del Comune e dell’Agenzia delle Entrate. Il problema è capire quando questi debiti con l’erario non sono più esigibili. La risposta arriva da una sentenza della Corte di Cassazione, che finalmente ha chiarito i tempi di esigibilità di un ente locale, il Comune, sul mancato pagamento delle tasse sulla casa.

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In pratica se un contribuente non paga le imposte sulla casa seguendo i codici tributo Imu che corrispondono, può incorrere in un procedimento da parte del Comune del territorio su cui grava la proprietà, che iscrive al ruolo l’imposta e la comunica all’esattoria per la riscossione, così da avviare tutte le pratiche per il pignoramento.