In pensione risparmiando 6 anni di contributi, ecco chi nel 2022 lascerà il lavoro prima

Andare in pensione risparmiando 6 anni di contributi più di un’ipotesi. Ecco chi nel 2022 lascerà il lavoro prima

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Il 2022 potrebbe essere l’anno dei lavoratori edili. Per loro, forse, ci sono buone notizie. Dall’anno nuovo, infatti, potrebbero andare in pensione con meno contributi versati. Si tratta ancora di una proposta compresa nella riforma delle pensioni per i lavori gravosi, ma sperare non costa nulla.

I lavoratori edili, infatti, rientrano nella categoria dei lavori usuranti. Dunque, avrebbero diritto ad una maggiore tutela previdenziale. Si fa quindi strada l’ipotesi della pensione con un risparmio di 6 anni di contributi.

Pensione con un risparmio di contributi. Ecco cosa cambia dal 2022

Come detto in precedenza, la categoria dei lavoratori edili rientra tra i lavori usuranti. Con la nuova riforma delle pensioni in arrivo, che contempla l’allargamento di Ape Sociale ad un più ampio ventaglio ci lavori gravosi, si sta parlando proprio di loro.

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I lavoratori edili, infatti potrebbero vedere abbassare il requisito contributivo per andare in pensione. La normativa attuale, infatti, indica che le categorie gravose possono andare in pensione a 63 anni di età, dopo aver però maturato 36 anni di contributi.

La contraddizione però verte sul fatto che, secondo la normativa, vengono messi sullo stesso piano tutti i lavoratori gravosi. Un muratore, infatti è sottoposto ad uno sforzo (e ad un’usura) maggiore rispetto ad altri lavoratori.

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Da qui la proposta di poter andare in pensione con un risparmio di 6 anni di contributi. Dal 2022, infatti, i lavoratori edili potranno lasciare il lavoro dopo aver maturato 30 anni di contributi, anziché 36.

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Tuttavia, non è detto che possano essere solo gli edili a poter godere dell’accorciamento del requisito anagrafico. Si parla, infatti, anche di altre lavoratori appartenenti a categorie usuranti, come i conduttori di macchinari pesanti per cantieri e minatori.