Bonus casa e cessione dei crediti, cattive notizie dalle Poste

Molti istituti di credito avevano già preso questa decisione e la svolta di Poste Italiane segna un punto cardine. Le problematiche sul Bonus casa raggiungono un punto critico.

Le nuove regole applicate alla messa in opera del Superbonus 110% e dei bonus casa avevano fatto storcere il naso un po’ a tutti. Per impedire che il Superbonus venisse utilizzato per truffe che stavano portanto via allo Stato milioni di euro, il Governo ha optato per un cambio nei regolamenti che ha reso la messa in opera di molte procedure un vero inferno. Le nuove regole mirano a mettere un freno alle truffe tramite cessioni del credito. Adesso le cessioni devono essere limitati a una sola volta; una sola cessione del credito per ogni richiesta del Superbonus 110%.

Le nuove regole hanno danneggiato pesantemente le imprese di costruzione, che si sono ritrovare con molte operazioni, in particolare le richieste di gennaio, impossibilitate a progredire. Questo perché non era possibile, a causa dello stop delle cessioni di credito, ricevere i soldi del Superbonus. Soldi che sarebbero serviti per proseguire con i lavori. A questo quadro già complicato ci si sono messi in mezzo anche gli istituti di credito. Molti, come Cassa Depositi e Prestiti, hanno bloccato tutte le cessioni di credito, rallentando ancora di più la situazione. Dopo un febbraio passato nella più totale incertezza, il 7 marzo si è concretizzato uno dei peggiori scenari possibili: il passo indietro di Poste Italiane. Anche Poste Italiane, seguendo la scia di molti altri istituti di credito, ha deciso di non acquisire pià i crediti d’imposta da parte derivanti dall’impresa che ha eseguito i lavori o da terzi che siano diversi da chi ha sostenuto la spesa degli interventi edilizi da cui deriva il credito stesso.

Questo, di nuovo, permetterà di evitare truffe di questo tipo sulle prossime richieste di Superbonus 110%, ma il problema resta tra le richieste già avviate. Posta Italiane era uno degli istituti di credito a cui le imprese si erano maggiormente rivolte per richiedere la cessione del credito, e questo passo indietro potrebbe bloccare irrimediabilmente molti lavori già avviati. Poste fa sapere che le richieste di cessione di credito ricevute fino al 1 febbraio 2022 restano soggette alla precedente istruttoria, in questo modo limitando i danni.