Buoni fruttiferi postali, come capire se ti stanno tirando un brutto tiro

I buoni fruttiferi di Poste Italiane possono essere un ottimo investimento dei propri soldi. In teoria il funzionamento è semplice: acquistare buoni fruttiferi e aspettare che acquistino valore. Oggi però, sembrano non essere così conveniente.

Negli anni ’80 i buoni fruttiferi di Poste Italiane erano un investimento veramente convientiente. Una volta acquistato un buono bastava aspettare da 5 a 7 anni per vederne raddoppiato il valore, e da 7 a 10 per vederlo triplicato. Ancora oggi c’è chi, incassando buoni fruttiferi acquistati in quel periodo, riceve indietro somme molto alte. Tuttavia oggi non è più così conveniente come allora acquistare buoni fruttiferi. L’inflazione è molto più bassa rispetto agli anni ’80 e ’90, inoltre c’è il problema dei tassi di interessi sempre più alti delle messi a disposizione da Poste italiane. Questo significa che per avere gli stessi risultati di moltiplicazione del valore che si avevano negli anni ’80 si dovrà aspettare molto più tempo.

Tassi di interessi più alti significa che un risparmiatore sarà portato maggiormente ad investire altrove, in qualcosa con un margine di guadagno più alto. Gli interessi fissi dei buoni fruttiferi, per fare un esempio, impallidiscono rispetto alla dinamicità di altri titoli come i BTp a 10 anni, che sono passati da un interessa dello 0,5% ad agosto 2021 al 2% di oggi. Non sono certo d’aiuto i problemi che Poste Italiane sta affrontando con il rendimento di vecchi buoni fruttiferi che i risparmiantori stanno cercando di incassare recentemente. Sono diverse le storie di risparmiatori con buoni fruttiferi acquistati negli anni ’80 che stanno avendo problemi a farsi riconoscere le cifre dovute da Poste Italiane, che sfrutta alcuni cavilli burocratici per cercare di abbassare il più possibile le cifre da resitituire, valutando minori tassi di interesse rispetto a quelli dovuti. Questo di certo non rende facile continuare a vendere buoni fruttiferi, che proprio per questo motivo cominciano a godere di una non ottima nomea.

Ad oggi un buono 3×4 offre fino a un massimo di 0,5% all’anno per una durata massima di 12 anni. I buoni 4×4 fanno solo leggermente meglio, con un tasso dello 0,75% all’anno per un massimo di 16 anni. Peggio fa solo il buono ordinario, con un tasso dello 0,25%. Per avere dei tassi di interesse almeno considerabili occorre guardare ai buoni fruttiferi riservati ai minori. I buoni fruttiferi per i neonati fino al giorno del compimento della maggiore età offronto un tasso di interesse del 2,5% all’anno.