IRPEF, cosa succede ora ai tuoi bonus in busta paga

Da aprile, grazie alla riforma dell’Irpef con la riduzione delle aliquote, la maggior parte degli italiani risparmierà sulle tasse: previsto un taglio di oltre 6,5 miliardi.

A partire dal mese di marzo del 2022 diventerà operativa la riforma dell’Irpef, con la rimodulazione e il passaggio da cinque a quattro scaglioni di aliquote. Una riforma che secondo le stime del governo determinerà un taglio delle tasse di oltre 6,5 miliardi per gli oltre 30 milioni di contribuenti italiani. L’emendamento alla manovra di bilancio approvato dal Senato non cita il nuovo sistema di scaglionamento, ma è quasi certo che partirà a partire dal terzo mese del prossimo anno, con un conguaglio per recuperare quanto pagato in più nei primi due mesi del 2022.

Sicuramente, per rendere ufficiale il passaggio al sistema a quattro aliquote, bisogna aspettare il chiarimento amministrativo dell’Agenzia delle Entrate. In particolare va evitata la confusione che potrebbe verificarsi per i sostituti d’imposta chiamati a far fronte a tre variabili. Nello specifico : le nuove aliquote, l’adeguamento delle addizionali – che dovranno allinearsi al nuovo sistema a quattro aliquote- e l’assegno unico. Le addizionali, in particolare, sono l’elemento che permette di tracciare i tempi del taglio delle tasse. Regioni ed enti locali devono armonizzare la loro Irpef e passare dal sistema a cinque scaglioni a quello pronto a entrare in funzione. L’emendamento governativo dà tempo fino a marzo per completare l’operazione. Infine, a marzo arriverà in busta paga anche il nuovo assegno unico, in cui confluiranno tutti gli aiuti alla famiglia e le detrazioni Irpef per i figli a carico attualmente in vigore. L’avvio operativo è stato posticipato di due mesi con lo scopo di permettere di presentare la nuova dichiarazione Isee su cui calcolare l’importo del sostegno.

Dovrebbe restare al 23 per cento la prima aliquota IRPEF applicata ai redditi fino a 15.000 euro. Per lo scaglione successivo e fino a 28.000 euro si va verso un taglio di due punti, dal 27 al 25 per cento, mentre dovrebbe scendere al 35 per cento l’aliquota IRPEF successiva, applicata fino a 50.000 euro di reddito, superato il quale si passerà al 43 per cento. Allo stesso tempo, il taglio dell’Irap eliminerà l’imposta per per 835mila partite Iva tra professionisti e ditte individuali. Per questi soggetti, l’acconto arriverà a metà giugno.