Controlli fiscali sui figli, l’ultima idea da parte dell’Agenzia delle Entrate

Ecco cosa potrebbe succedere con i controlli fiscali sui figli. Ti parliamo dell’ultima idea pensata dall’Agenzia delle Entrate.

Aumentano i controlli del Fisco e stavolta vanno a colpire anche quei giovani che vivono in casa con i genitori. In tanti si chiedono infatti cosa potrebbe succedere con i controlli fiscali sui figli lavoratori che vivono ancora in casa con la propria famiglia, contribuendo alle spese. Ecco l’ultima proposta portata avanti dall’Agenzia delle Entrate.

Si prospettano, infatti, tempi non proprio sereni per qui figli lavoratori che hanno deciso di rimanere in casa e contribuire in maniera autonoma alle spese. L’agenzia delle Entrate, infatti, avrebbe deciso di aumentare i controlli su alcune spese dei figli. Ecco di quali spese parliamo e qual è l’obiettivo del monitoraggio.

Aumentano i controlli fiscali sui figli

L’agenzia delle entrate ha deciso di aumentare i controlli fiscali sui figli che vivono ancora in famiglia, per capire se vi sarebbe un reddito non dichiarato. Secondo l’art. 22 DL n.78/2010, l’Agenzia delle Entrate potrebbe “procedere alla ricostruzione del reddito del contribuente mettendo a confronto il reddito dichiarato con le spese effettuate nell’anno”.

Lo scopo del Fisco sarà quello di cercare e individuare la capacità contributiva di alcuni cittadini e ottimizzare i controlli. Gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, infatti, si concentreranno per coloro che registrano uno scostamento maggiore al 20% tra i redditi che vengono dichiarati e quelli ricostruiti.

È uno strumento che consiste nel confronto del reddito dichiarato rispetto all’acquisto di beni immobili, oltre alle ulteriori spese indicate nelle dichiarazioni, con lo scopo di avere detrazioni d’imposta e deduzioni.

(PxHere)

Dopo aver fatto il saldo delle entrate e delle uscite, infatti, il Fisco selezioni quei cittadini sospetti di evasione fiscale. In questo caso, possono essere presi di mira anche quei figli lavoratori che vivono con i genitori, per chiarire i loro movimenti ed effettuare controlli.

Dunque, non è assolutamente vietato il contributo economico da parte del figlio che vive con la propria famiglia. Tuttavia, vi è il rischio di incappare in lavoro in nero o non tassato in maniera adeguata. Dunque, è necessario dimostrare che il maggiore reddito osservato sia stato denunciato o sia esente da denuncia.