Partite Iva: tetto dei guadagni, tasse, soldi al commercialista: a cosa devi stare attento nel 2022

Aprire e mantenere una Partita Iva forfettaria non è così semplice come sembra, ecco a quali costi devi stare attento nel 2022.

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Se sei un libero professionista e hai in mente di iniziare un’attività propria, magari aprendo una Partita Iva a regime agevolato, è molto importante informarsi il più possibile per eseguire tutti i passaggi fondamentali in maniera corretta. Compiere questo passo, infatti, include alcune pratiche da rispettare.

Prima di aprire una Partita Iva a regime forfettario, infatti, è bene sapere che ci sono delle spese da sostenere. Queste avranno a che fare con la fase di apertura, gestione e (eventualmente) chiusura. In questo articolo, dunque, ti parliamo di quelli che sono i costi di una Partita Iva, riferiti al 2022.

Ecco quali costi comporta l’apertura di una Partita Iva a regime forfettario nel 2022

Quando si è in procinto di avviare una nuova attività lavorativa, o addirittura una piccola impresa, una delle prime cose da fare è quella di valutare l’apertura di una Partita Iva. Le normative previste dallo Stato italiano riportano la possibilità, per chi soddisfa determinati requisiti, di usufruire di alcune agevolazioni.

Si parla, infatti, Partita Iva a regime forfettario, quando si ha la possibilità di pagare meno imposte e, dunque, risparmiare di più. Per quanto riguarda questo regime forfettario, non sono previste spese di apertura, ma è utile tenere d’occhio i costi relativi a tassazione, contributi previdenziali e del commercialista.

Per coloro che aderiscono al regime forfettario, il reddito verrà determinato, appunto, forfettariamente, mediante un coefficiente specifico, oltre all’applicazione di un’imposta sostitutiva “agevolata” che ammonterà al 15%. Per poter accedere a questo regime fiscale, tuttavia, è necessario conseguire compensi o ricavi non superiori a 65.000€.

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Per la Partita Iva a regime forfettario non sono previste spese di apertura e chiusura. Tutti i costi, infatti, sono riferiti al pagamento delle imposte dovute e alle spese relative alla gestione della contabilità da parte del commercialista scelto.

Come già detto, alle Partite Iva con regime forfettari si applica, sul proprio reddito imponibile, un’imposta sostitutiva sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap, pari al 15%. Inoltre, la Partita Iva a regime forfettario non è assoggettata a ritenuta d’acconto. Inoltre, non vi è alcun obbligo di fatturazione elettronica.

Infine, coloro che intendono aprire una Partita Iva a regime forfettario, dovranno prendere in considerazioni i costi fissi relativi alla consulenza del commercialista. Il compenso di questo professionista può variare tra i 600 e i 1000€ l’anno.