Inflazione e spread, Mario Monti vuole salvare l’Italia un’altra volta

C’è una vera e propria emergenza economica che sta investendo l’Italia, tra crescita di spread e inflazione e un ‘contagio’ di deficit internazionale rispetto al quale spunta un nome, quello di Mario Monti, come emblema del salvataggio italiano. Ma in che senso?

Mario Monti rispunta nel cuore di una crisi finanziaria tra inflazione e spread. “Ecco cosa fare per abbassare il differenziale”: l’ex premier critica l’Italia e lancia idee. Andiamo a vedere esattamente cosa ha detto.

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spread / Fonte: Pexels

L’ex capo di governo Mario Monti è ritornato a parlare di spread con una vera paternale all’Italia. “Non è compito della Bce azzerarlo. Forse nel governo non c’è urgenza sulle riforme”, ha detto non senza produrre reazioni.

Il dato è evidente: con convinzione, mentre l’Italia è in crisi quanto allo spread e la Bce si avvicina a intavolare misure emergenziali, ecco riapparire Mario Monti: il quale riapre il ‘fascicolo’ sull’economia italiana e si lancia in ipotesi, interpretazioni e valutazioni sui sistemi finanziari.

Spread e inflazione: l’opinione di Monti

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Malgrado un’avventura a Palazzo Chigi non certo esente da critiche, il senatore a vita Monti torna a parlare e a fornire delle indicazioni sulla possibile strategia più funzionale per far uscire l’Italia dell’impasse della crisi finanziaria. Lo fa su Repubblica con posizioni chiare.

Interrogato sulla situazione economica, il professore ha fornito la propria analisi, dando anche all’Italia un indirizzo sulle mosse da fare. Il tutto con un paragone con la situazione attraversata dal nostro Paese nel 2012. Come all’epoca, anche oggi l’Italia chiede uno scudo anti-spread.

“Ma oggi non c’è una crisi sistemica: l’euro non è sotto attacco.”, dice Monti, per il quale attualmente lo spread di ogni Paese “è fatto in casa”. Per il senatore l’aspetto cruciale è il passaggio da Conte a Draghi da cui ha iniziato a risalire lo spread. “Penso ci sia un elemento simile ad allora nella prospettiva politica: allora pesava l’incognita delle elezioni del 2013, oggi pesa quella delle elezioni del 2023.”

Tuttavia, Monti ha anche ribadito che “ci sono una valanga di miliardi da spendere”.

Le idee e le critiche di Monti

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Il senatore a vita ha anche poi lanciato delle critiche all’esecutivo di Mario Draghi, parlando di un orientamento generoso in materia di finanza pubblica e di riforme, per il quale l’Italia si troverà a dover fare i conti nuovi e sviluppi sul piano economico e internazionale.

Quella che è alle porte, per Monti, in Europa è una fase di scontro durissimo tra Nord e Sud sul Patto di stabilità. “Alcuni Paesi del Sud si illudono, dopo la sospensione del Patto a causa della pandemia, dopo il Ngeu – vale a dire il Fondo per la ripresa – e le misure straordinarie della Bce, che l’Europa possa funzionare senza regole o quasi e più spesa pubblica.”, dichiara. Tuttavia, nel merito, per lui, la vera questione è, quanto alla Bce, se mai il suo compito sia chiudere gli spread.

Nel Marzo 2020 la presidente della Bce Christine Lagarde aveva detto che l’Europa non è chiamata a ridurre gli spread, e sul punto Monti concorda. Per l’economica il ruolo della Bce non è l’azzeramento dello spread di ognuno, al di là delle politiche di quel Paese e da quanto sia allineato a Bruxelles. A suo dire, ci sarebbe dell’altro.

L’Italia dovrebbe domandarsi come sta cambiando la cultura economica nazionale. Per Monti in tanti sostengono ancora che spetti alla Bce finanziare con moneta i disavanzi”, ma per lui i mercati di domandano: “quando mai si ripeterà una condizione favorevole come oggi?”