Assegno INPS, così avete perso i vostri soldi (per sempre)

Dal 1 luglio non avrete più la possibilità di prendere una buona parte dei soldi dell’INPS. L’assegno dell’INPS per i figli sarà ancora disponibile, ma non potrete recuperare gli arretrati. 

Anche dal 1 luglio 2022 in poi sarà possibile richiedere all’INPS l’assegno unico per i figli a carico, ma l’importo della prima mensilità non comprenderà più gli arretrati fino al mese di marzo come se aveste fatto richiesta entro la fine di giugno.

L’assegno unico possono chiederlo tutte le famiglie italiane, indipendentemente dalla condizione lavorativa. E’ universale perché copre le spese per un figlio che vanno dal settimo mese di gravidanza fino al 21esimo anno di età. Possono incassare l’assegno unico tutti i cittadini italiani e comunitari nonché i  titolari di permesso di soggiorno UE per lavoro o ricerca. La richiesta va compilata annualmente e si può fare online, accedendo all’apposito servizio disponibile sul sito INPS con le proprie credenziali, oppure chiamando il Call center dell’INPS o anche rivolgendosi a Caf e patronati. Al momento della compilazione sono necessari i dati dei figli, dell’altro genitore e quelli relativi al pagamento, con le annesse dichiarazioni di responsabilità e assenso al trattamento dei dati.

In caso di figlio minorenne, l’importo erogato varia in base al valore dell’ISEE. Nello specifico per un reddito pari o inferiore a 15.000 euro spetta 175 euro a figlio. Per livelli di ISEE superiori, l’assegno si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 50 euro.

Identica cosa per ogni figlio maggiorenne fino a 21 anni. Per i redditi ISEE pari o inferiore a 15.000 euro l’importo è di 85 euro. Per livelli di ISEE superiori, la cifra si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di reddito superiore a 40.000 euro l’importo rimane di 25 euro. Inoltre sono previste delle maggiorazioni dell’importo dell’assegno unico per i figli per alcuni casi specifici. In particolare, sono previsti incrementi del contributo economico per:

  • famiglie con più di 2 figli;
  • presenza nel nucleo familiare di figli disabili senza limiti di età (disabilità grave e media);
  • età inferiore a 21 anni della madre;
  • genitori entrambi titolari di reddito da lavoro;
  • famiglie con ISEE fino a 25.000 euro (fino al 2024).

Il pagamento può essere incassato dal richiedente o dall’altro genitore e può essere effettuato su conto corrente bancario, sul libretto postale, conto corrente estero nell’area SEPA o su carta prepagata dotata di IBAN