Carta d’identità alle Poste, cosa cambia davvero allo sportello

Il ministero per l’innovazione tecnologica e transazione digitale sottolinea come la digitalizzazione dei documenti stia procedendo spedita. Nel giro di 4 – 5 anni potremo vederne gli effetti benefici. 

Una delle sfide più importanti del nostro paese attualmente è quello della transizione verso il digitale dell’intero apparato della Pubblica Amministrazione. La pandemia ci ha dimostrato quanto sia importante avere un sistema amminsitrativo e di comunicazione dei documenti rapido ed efficace, e in un certo senso è grazie a quei due anni di chiusura che abbiamo potuto avanzare speditamente con il processo.

A sottolinearlo è il ministro dell’innovazione tecnologica e transazione digitale, Vittorio Colao. Il ministro spiega come l’obiettivo sia quello di velocizzare tutto il processo di controllo e spedizione delle documentazioni tra lo Stato e i cittadini, per potersi liberare dell’incombenza del dover andare allo sportello delle Poste o agli uffici pubblici per poter ottenere le documentazioni richieste. I progressi di questo passaggio sono visibili già da ora.

Grazie alle innovazioni digitali della Pubblica Amministrazione abbiamo potuto ottenere documenti importanti come il Green Pass via e-mail ed è stato possibile stampare il certificato di stato di famiglia comodamente da casa propria. Da qualche tempo è addirittura possibile pagare le multe dal proprio cellulare grazie all’app IO. L’obiettivo più grande di questo processo di ammodernamento che sta andando avanti a piccoli passi è la creazione di una “Schengen digitale”. La creazione di un portafoglio digitale, presumibilmente la stessa app IO, dove i contribuenti potranno conservare tutti i propri documenti validi in tutta Europa. Dalla carta d’identità elettronica alla patente digitale, consultabili tramite scansione QR Code.

La transizione verso la carta d’identità digitale deve, inoltre, essere accelerata. Attualmente in una grande città come Roma occorrono 3 mesi per prendere un appuntamento per poter attivare la propria Carta di identità Digitale (CIE), e questo è un problema che va risolto. Il primo tentativo di creare degli open day per le attivazioni non è andato benissimo, così il ministro Colao sta pensando di coinvolgere gli uffici postali, permettendo loro di rilasciare le CIE. Questo progetto, in collaborazione con il Ministero dell’Interno, è reso necessario dell’esponenziale aumento delle richieste per una CIE presso i Comuni. Per fare un paragone, tra il 2021 e il 2022 i possessori di una CIE sono aumentati da 18,6 milioni a 29 milioni.