Corsa a comprare frigo e caffe: così il futuro diventa nero

Una situazione sempre più fosca, dal punto di vista della liquidità generale, sta portando ad una vera e propria corsa all’acquisto del frigo e caffè, che dall’Argentina fino a qui sta producendo degli effetti a catena. Ecco quali.

La nomina del nuovo ministro dell’Economia ha accresciuto nel paese sudamericano le paure del mercato sulla crisi argentina. E nei negozi si scatena la corsa agli acquisti. Come questo fenomeno si incastra alle difficoltà europee arrivando fino a noi.

Frigorifero (Foto Adobestock)
Frigorifero (Foto Adobestock)

Il nuovo ministro dell’Economia, Silvina Batakis, chiamata dal presidente Alberto Fernandez a prendere il posto del dimissionario Martin Guzman e le nuove logiche che ne sono conseguite ha portato i cittadini e, prima ancora, i mercati finanziari, a porre l’accento su un senso generale di sfiducia verso la politica economica.

Si teme che la crisi dell’Argentina andrà ad aggravare la situazione economica finanziaria a ampio spettro nel panorama pecuniario internazionale e globale. Basti pensare che il cambio tra dollaro e pesos sul mercato nero è in crisi fino al 18% lunedì, con un balzo a un massimo di 280. Sul mercato ufficiale, invece, per un dollari sono utili ancora 126 pesos.

Che cosa occorre per analizzare fino in fondo la questione dal punto di vista argentino e, poi, generale? E quali sono le conseguenze nell’immediato? Andiamo a vedere.

Crisi argentina, paura sui mercati e ipotesi

Il problema ha riguardato anche i bond in dollari, che sono calati da una quotazione già bassa di 20 centesimi ad appena 13 centesimi. Il mercato sta pagando il prezzo di un nuovo default che sta, a distanza di appena due anni dal precedente, mettendo a dura prova mercati locali e internazionali.

Giù anche l’indice Merval dell’1%, mentre i negozi hanno registrato i primi effetti concreti in negativo: ovvero sia una corsa agli acquisti di beni d’importazione come caffè e addirittura anche i frigoriferi. I cittadini dunque, hanno paura. Ma di cosa?

In particolare hanno paura che l’inflazione acceleri ancora dal 61% di maggio. I siti delle banche online sono stati presi d’assalto da diversi clienti che hanno deciso di spostare in un’altra postazione e realtà i loro risparmi.

Se nel paese si sta sempre di più affermando l’idea che la nuova politica economica sarà in continuità con quella del predecessore, gli umori dei mercati, a corollario, sono pessimi

Sfiducia politica e corsa ai beni di necessità

soldi missionerisparmio.it

Da qui la rincorsa ad accaparrarsi mezzi primari, elettrodomestici e non solo. Un aumento della spesa pubblica, maggiori controlli dei prezzi, dei capitali e dell’import-export, e anche gestioni del tasso di cambio da parte della banca centrale. Sono tanti i nodi al pettine.

La crisi argentina è sinonimo di tensione globale: e con ogni probabilità da quelle parti andrà peggio nei prossimi mesi. Messa in un angolo dai mercati internazionali dall’ultimo default, l’Argentina riesce a finanziarsi al momento appena con emissioni di titoli di stato in pesos e della durata di 90 giorni. Una situazione insostenibile, a detta di tutti. Con conseguenze anche per i paesi colleterali.

Si allontana la chance di un ritorno alle emissioni internazionali, e la pista del non dar seguito agli accordi tra governo e il Fondo Monetario Internazionale sui 44 miliardi di dollari di prestiti rinegoziati. Le prospettive sono allarmanti.