Pensioni minime a 650 euro: cosa potrebbe accadere fra pochi mesi

Si attende l’aumento delle pensioni minime a 650 euro già dal prossimo anno (2023). Ecco cosa potrebbe succedere tra pochi mesi

Mentre si attende con ansia una nuova riforma delle pensioni (che potrebbe anche non arrivare a causa delle continue tensioni all’interno dei partiti che formano la maggioranza guidata da Mario Draghi), potrebbero esserci delle novità a breve per coloro che percepiscono già l’assegno pensionistico.

(Ansa)

A causa del carovita, che ha messo in seria difficoltà i risparmi e le finanze degli italiani (tra cui lavoratori, e pensionati) le richieste per ottimizzare quella che dovrà essere la nuova riforma sono sempre più chiare. Si chiede, infatti, l’introduzione di un sistema di tutela previdenziale per chi riceve pensioni molto basse e quindi la necessità di introdurre un sistema di pensioni minime a 650 euro. Ecco cosa potrebbe accadere.

Pensioni minime a 650 euro: ecco cosa potrebbe accadere

L’inflazione galoppante causata dall’aumento dei prezzi di materie prime, carburante, energia e servizi ha letteralmente impoverito migliaia di italiani. La diminuzione del potere d’acquisto, infatti, ha gettato nel panico molti cittadini, in particolare coloro che erano già in difficoltà e che percepiscono una pensione piuttosto bassa.

Per la nuova riforma delle pensioni, quindi, si chiede (da parte dell’Anp-Cia pugliese) pensioni minime per coloro che percepiscono un assegno troppo basso. In una nota diffusa dall’Associazione. Si legge che è necessario rendere dignitose le rendite, equiparando i minimi pensionistici “al 40% del reddito medio nazionale (650 euro), come previsto dalla Carta Sociale Europea”.

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A causa dell’inflazione sempre crescente, infatti, è necessario l’adattamento dell’erogazioni e quindi un aumento corposo dell’assegno pensionistico già a partire dal 2023. Tuttavia, gli aumenti previsti saranno maggiori per coloro che percepiscono un assegno maggiore rispetto a chi riceve una pensione più bassa.

Ad oggi, l’integrazione al trattamento minimo di pensione è previsto solo per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996. Dunque, per chi non riesce a raggiungere i 524,35 euro al mese non è prevista la possibilità di integrare la pensione.

A questo punto sembra essere altamente necessario fare in modo che anche chi resta fuori possa avere diritto di ricevere una pensione minima quando serve. Una cifra che non potrà essere inferiore ai 650 euro al mese per quei lavoratori che non hanno avuto la possibilità di concludere il percorso lavorativo pieno.