Cartelle esattoriali cancellate dell’Agenzia delle Entrate, cosa dovete sapere

Scoprire se una cartella esattoriale è stata cancellata è molto importante per un contribuente.

Le cartelle esattoriali sono dei solleciti di pagamenti inviati al contribuente moroso con il Fisco. Si tratta dell’ultimo avvertimento prima di provvedere alla riscossione del tributo dovuto. In sostanza le cartelle esattoriali riguardano debiti relativi a imposte, tasse, contributi, sanzioni amministrative e penali. Per i crediti dello Stato, l’Agente per la Riscossione è Agenzia Entrate Riscossione. Invece, per i crediti degli enti locali ossia Comuni, Province, Regioni, l’Agente per la Riscossione è costituito da società private che hanno siglato appositi patti con l’ente stesso.

La cartella esattoriale ha natura di titolo esecutivo. Significa che, dopo la notifica della stessa, l’Esattore può procedere direttamente con il pignoramento dei beni del debitore senza bisogno di agire in giudizio. Questo però non significa che il cittadino non possa opporsi al pignoramento: per farlo, però, ha 60 giorni di tempo dalla data di ricevimento della cartella. Se invece il cittadino non fa opposizione, la cartella diventa definitiva e non più contestabile, anche se viziata. A quel punto, l’unica speranza di liberarsi del debito è sperare nella prescrizione.

Qual è la prescrizione per le cartelle esattoriali?

Il destinatario della cartella ha 60 giorni di tempo per pagare. La prescrizione di una cartella esattoriale dipende dalla natura del debito che il contribuente ha maturato:

  • cartelle Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta di bollo, di registro, ipotecaria, contributi per camera commercio: 10 anni di prescrizione;
  • multe stradali, sanzioni amministrative, contributi previdenziali Inps, contributi assistenziali Inail, Imu, Tasi, Tari: 5 anni;
  • bollo auto: 3 anni.

Chi ha un debito con il Fisco può controllare in autonomia la propria situazione fiscale. Il primo passo è accedere al sito Agenzia delle Entrate Riscossione selezionando la voce “Controlla la situazione“. Stessa cosa vale per le imprese, ma, invece di cliccare su “Cittadini“, l’utente dovrà selezionare “Imprese“. In entrambi i casi si potrà così consultare e visionare la propria situazione debitoria.

Quando non si paga cartella esattoriale?

Ci sono devi vizi previsti dalla Legge che possono permettere di non pagare una cartella esattoriale. Bisogna prestare particolare attenzione a questi punti:

  1. tipologia di tassa per cui si richiede il pagamento;
  2. importo del tributo che il contribuente deve pagare;
  3. specifica dell’anno in cui il contribuente non ha versato il tributo in questione;
  4. oneri di interessi e di riscossione;
  5. numero di ruolo e della data relativa;
  6. indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione e ruolo al quale ci si può rivolgere;
  7. indicazione dell’ente impositore

Se l’ente di riscossione non procede preliminarmente alla notifica di questi atti, allora la cartella può considerarsi nulla.

Per quanto riguarda la cancellazione delle cartelle esattoriali occorre presentare una formale richiesta di estratto di ruolo tramite sito Agenzia delle Entrate. Se il contribuente ritiene che ci siano errori nella cartella esattoriale può procedere in due modi. Se il controllo è stato di tipo formale ovvero indirizzato proprio alla sua dichiarazione, può segnalare dati o elementi valutati erroneamente. In caso di rettifica, il contribuente riceve riceve un nuovo modello potendo anche usufruire della riduzione della sanzione effettuando il versamento entro 30 giorni dal ricevimento della prima comunicazione.