Autostrade, pessima notizia: perché i pedaggi potrebbero aumentare prestissimo

Brutte notizie per tutti gli automobilisti che spesso si ritrovano in autostrada: a causa di alcuni cambiamenti potrebbero aumentare i prezzi dei pedaggi.

Le autostrade sono strutture indispensabili per tutta la Nazione che spesso, però, vengono abbandonate dagli enti che le gestiscono, che in Italia sono davvero tanti e diversi.

Di problemi ce ne sono sui tratti autostradali italiani, ed è impossibile dimenticare la strage del Ponte Morandi, crollato tre anni fa portando con se 43 vittime. Al tempo dell’incidente, Genova rimase bloccata per settimane, come diverse arterie autostradali limitrofe.

Nonostante il vociare politico seguito al crollo del Ponte Morandi, l’ente che oggi gestisce quel tratto autostradale è sempre la stessa. Stiamo parlando di Aspi (Autostrade per l’Italia) e Spea (che si occupava della manutenzione).

Il Governo aveva promesso la revoca della gestione almeno di quel tratto autostradale, invece ad oggi Aspi continua a gestire più della metà dei 6 chilometri di autostrade sul territorio italiano.

Lo scorso Aprile l’azienda è stata rinviata a giudizio e dopo 22 anni di gestione privata (da parte della famiglia Benetton) è tornata ad essere pubblica.

Cambia il gestore delle autostrade: in arrivo prezzi maggiorati ai caselli?

Adesso l’attenzione è sulla Strada dei Parchi Spa, di proprietà della famiglia Toto, alla quale è stata tolta la concessione del tratto A24 Roma-Teramo per “gravi inadempimenti”, secondo il Governo Draghi. La stessa cosa succederà per altre autostrade della Toto, ovvero l’A25 che collega l’A24 con l’A14 Bologna-Taranto.

La concessione è stata passata all’ANAS, ciò però comporta un possibile aumento dei prezzi da pagare ai caselli autostradali.

Se infatti la situazione economica della Toto holding Spa non fosse stata delle migliori, il nuovo gestore si trova costretto ad aver bisogno di maggiori entrate per sopperire alle precedenti inadempienze.

Il dato non viene reso pubblico, per cui non è certo che questo esatto meccanismo entrerà in atto nelle prossime settimane.