Boccata d’ossigeno sulle forniture del gas. Ma ora le regole che vuole ‘Europa mettono paura

C’è una buona notizia per quanto riguarda le forniture di gas per l’Europa. La riapertura parziale del North Stream è un pericolo scampato ma non può bastare.

Forniture di gas a rischio per l’Europa? Nei giorni scorsi era circolata la voce che la Russia potesse definitivamente sospendere le forniture di gas all’Europa dopo la chiusura per manutenzione gasdotto North Stream. Questo timore sembrava abbastanza fondato perchè il blocco di questo gasdotto sarebbe stato qualcosa di drammatico per tutta l’Europa Occidentale. Il North Stream, attraverso il Mar Baltico, trasporta direttamente il gas proveniente dalla Russia in Europa occidentale, passando per la Germania. A quanto pare la paura di restare senza gas al momento sembra scongiurata. La Gazprom, multinazionale controllata dal Governo della Federazione Russa, ha confermato che il flusso di gas verrà riattivato ma non a pieno regime.

Crisi gas: al via i razionamenti?

Il North Stream dovrebbe rientrare in funzione il prossimo 21 luglio quando terminerà il periodo di manutenzione. La Russia ha però già chiarito che la quantità di gas sarà decisamente inferiore rispetto al periodo precedente. Gazprom, prima che iniziassero i lavori del gasdotto, è stata molto chiara su questo con un comunicato: “Le consegne di gas tramite il gasdotto Nord Stream possono essere garantite solo fino a un volume di 100 milioni di metri cubi di gas al giorno invece dei previsti 167 milioni di metri cubi”.

Tutto questo ha un effetto negativo sull’Italia. Nel nostro Paese le bollette di luce e gas hanno toccato prezzi incredibili.  Le tensioni tra la Russia e l’Europa pesano sulle tasche degli italiani che in media pagano più del 150% rispetto allo scorso anno dove già c’erano dei rincari ma dovuti ad altri fattori.

La riapertura parziale del North Stream non può bastare. L’unione Europea ha già pronto un piano per razionalizzare il gas. L’austerity prevede il rafforzamento degli stoccaggi e delle industrie strategiche che non possono rischiare di chiudere. C’è poi una sorta di principio di solidarietà tra i vari Paesi: chi ha più stoccaggio deve dare le risorse a chi si trova in difficoltà. In più tra le regole ci sarebbe quella del risparmio energetico obbligatorio in estate. La temperatura dei condizionatori non dovrà superare i 25 gradi negli edifici. Questo dovrebbe portare ad un risparmio di un miliardo e mezzo di metri cubi di gas.

L’Italia sta guardando anche a strade alternative. Tra queste c’è quella che porta all’Algeria, uno dei massimi produttori di gas. E’ una mossa della disperazione. Senza una politica di innovazione energetica su fonti rinnovabili, l’Italia rischia sempre di più di restare senza gas e luce.