Buoni pasto cambia tutto: ora li avrai in busta paga

Svolta in arrivo per i buoni pasto: è possibile recuperare i soldi dei mesi scorsi.

I buoni pasto sono un importante extra per i lavoratori che riescono a mettersi in tasca ogni mese un’altra fonte di reddito oltre allo stipendio. Sono davvero tante le famiglie che fanno la spesa al supermercato utilizzando questi famosi ticket che consentono di risparmiare davvero tanto sulla spesa finale. Un vantaggio di non poco conto specialmente oggi con questa inflazione davvero galoppante che sta riducendo sempre di più il potere d’acquisto ed i consumi degli italiani. Soprattutto chi fa parte del ceto medio e basso.

I buoni pasto sono una somma di denaro che il datore di lavoro consegna al dipendente, affinché possa consumarli per comprare un pasto presso negozi, ristoranti o altri esercizi convenzionati. I buoni pasto possono essere:

  • Cartacei. Somigliano molto a dei classici assegni: c’è un blocchetto di buoni pasto, da cui se ne strappa uno (o anche più) per pagare in negozio. Funzionano come delle banconote: si consegnano al negoziante, che li incassa e ti rilascia uno scontrino.
  • Elettronici. I buoni pasto elettronici sono come una carta prepagata. Ogni mese il datore di lavoro la ricarica dell’importo spettante.
  • In busta paga. In alcuni casi l’azienda eroga il buono pasto direttamente in busta paga, quindi senza biglietto cartaceo o carta elettronica, ma semplicemente come importo aggiuntivo sullo stipendio.

Esistono buoni pasto di vario importo: di solito l’importo minimo è di 2 euro, mentre quello massimo è di 15 euro. I buoni pasto, che siano erogati in forma cartacea, elettronica o sulla busta paga, non formano reddito per il dipendente, sono quindi esenti da tassazione, non si paga IRPEF né tanto meno contributi previdenziali INPS sull’importo.

In questi mesi sono state tante le catene della grande distribuzione a non accettare i buoni pasto. Motivo? L’aumento delle commissioni per incassare il valore netto dello stesso buono. Nello specifico si è passato in media dal 10 al 20%. Una somma enorme che ha ridotto il margine di ricavo dei supermercati i quali hanno respinto pagamento con buoni pasto. A quanto pare la situazione si starebbe però sbloccando. I buoni pasto potrebbero in futuro non essere proprio più erogati come ticket bensì inseriti direttamente in busta paga del lavoratore.