Cosa ha davvero deciso di fare Mario Draghi con il bonus 200 euro

L’incontro tra il capo del Governo dimissionario e i sindacati nella giornata di oggi ha messo bene in chiaro cosa abbia intenzione di fare Draghi con il bonus da 200 euro. Fermo restanto che il bonus rimarrà, ecco cosa succede.

Più che del bonus in se, Draghi ha voluto parlare di come renderlo obsoleto. Il segretario della Cisl Luigi Sbarra e il segretario della Uil Pierpaolo Bombardieri hanno dichiarato quanto accaduto durante il loro incontro con Draghi a Palazzo Chigi. Il premier dimissionario del Governo italiano ha proposto di intervenire sulla decontribuzione dei lavoratori, in modo da aumentare in maniera netta le buste paga.

Il taglio previsto dal piano del Governo andrebbe a comprendere i contributi sociali da luglio a dicembre. Un interventu strutturale, anche se limitato ai prossimi mesi fino alla fine del 2022, che però portarebbe ad un aumento immediato delle buste paga dei lavoratori fino a dicembre. Sul piano del bonus di 200 euro di luglio, Draghi ha affermato che si sono già messi in moto per farlo arrivare anche a chi è stato escluso dai pagamenti di luglio. Ci si riferisce in particolare ai lavoratori stagionali.

Questi, a causa di incertezze sul metodo di pagamento, non hanno ancora ricevuto i 200 euro del bonus. Il pagamento del bonus per gli stagionali era un punto di discussione di estrema importanza, soprattutto per il segretario della Cgil Maurizio Landini. Sul tavolo della discussione, poi, il nuovo decreto aiuti, con tutte le misure di assistenza che verranno introdotto nei prossimi mesi. In particolare:

  • Estensione del bonus di 200 euro a precari e stagionali. Si tratterà di uno “sconto” sulla tassazione e non più di un bonus una tantum e sarà in vigore da luglio fino alla fine dell’anno;
  • Proroga del taglio delle accise sui carburanti;
  • Taglio dell’Iva per i beni di prima necessità. Su quest’ultimo punto c’è ancora indecisione. I sindacati si dicono contrari.

Il governo sta valutando anche di estendere la super-tassa sugli extra profitti delle aziende energetiche, allargandola a settori diversi da quello dell’energia. Il piano sarebbe quello di aumentare le tasse su tutti quei settori che stanno aumentando i loro profitti grazie all’aumento del costo dell’energia. Queste nuove tasse servirebbero per recuperare i fondi necessari a garantire gli altri interventi.