Elezioni a settembre, quali cose Mario Draghi non potrà più fare

Con la caduta del governo Draghi, e l’imminente elezione a settembre, si riducono le possibilità di intervento. Ecco le cose che Mario Draghi non potrà più fare

La maggioranza di governo si è ormai sgretolata e con le dimissioni annunciate da parte di Mario Draghi il governo resterà in carica solo per gli affari correnti e per concludere i dossier attivi. Fino al 25 settembre, infatti, l’esecutivo guidato da Mario Draghi non potrà concludere i provvedimenti che erano stati inseriti in agenda.

(Ansa/Geert Vanden Wijngaert / POOL/ Brussells)

Senza la fiducia dei partiti di maggioranza, infatti, non sarà possibile votare provvedimenti importanti per il Paese e si dovrà attendere la formazione del Parlamento e del nuovo governo (i più ottimisti parlano di fine novembre). Dunque, si riducono le possibilità di intervento del governo: ecco le cose che Mario Draghi non potrà più fare.

Ecco le cose che Mario Draghi non potrà più fare

Nonostante le dimissioni annunciate (e accettate dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella), da parte di Mario Draghi, il governo resta tutt’ora in carica per gli affari correnti. La linea di azione dell’esecutivo, quindi, sarà molto ridotta, ma servirà comunque intervenire: ecco le cose che Mario Draghi non potrà più fare.

Per affari correnti si intendono tutti quei provvedimenti urgenti utili a garantire il funzionamento dell’amministrazione statale. Dunque, l’esecutivo avrà ancora la possibilità di emanare decreti e anche leggi, nel caso in cui queste servano effettivamente con urgenza e siano utili al Paese.

Mentre l’esecutivo è al lavoro, insieme ai maggiori sindacati italiani, per l’approvazione del nuovo decreto aiuti, si pensa che possa essere approvato all’ultimo minuto anche il Ddl Concorrenza. Questo prevede due provvedimenti riguardo il riassetto del sistema dei trasporti pubblici e la normativa riguardo l’assegnazione delle licenze del servizio taxi, oltre alle normative sulle concessioni balneari.

(ANSA/PALAZZO CHIGI/ROMA)

Tuttavia, Draghi potrebbe non avere la possibilità di approvare il decreto luglio-agosto, che permetterebbe di ampliare l’erogazione del bonus 200 euro, fino a dicembre.

Inoltre, a seguito della caduta del governo guidato da Mario Draghi è previsto il blocco di numerosi provvedimenti. Tra questi, i più importanti riguardano il blocco ai rincari del carburante: il taglio delle accise potrebbe terminare il 21 agosto; il blocco a numerose misure di riforma fiscale, al taglio del cuneo fiscale a seguito dell’inflazione, al taglio dell’Iva su alcuni beni di consumo e alla proroga del Superbonus 110%.