Statali, stipendio e posto sicuro. E ora ricevono qualcosa in più

Ambire ad un posto statale vuol dire avere molte sicurezze riguardo il posto e lo stipendio. Ma ora riceveranno qualcosa in più

In un Paese dove il tasso di disoccupazione è tra i più alti in Europa, ambire ad un posto statale significa poter contare su molte certezze. Lavorare per un ministero o ente pubblico (come un Comune, una scuola, ecc.) vuol dire avere molte meno preoccupazioni riguardo la perdita del posto di lavoro e la ricezione dello stipendio.

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Pur non essendo di certo una situazione senza alcuni problemi, il posto fisso rappresenta un’ottima soluzione per chi è in cerca di un lavoro stabile e appagante (spesso anche dal punto di vista professionale). Ma oltre allo stipendio e al posto sicuro, ora gli statali riceveranno qualcosa in più. Ecco che cosa.

Stipendio e posto fisso per gli statali. Ma ora riceveranno qualcosa in più

La pubblica amministrazione è immersa in un cambiamento radicale, che dovrebbe portare a modifiche radicali anche pe quanto riguarda le figure professionali. Renato Brunetta, il ministro della Pubblica amministrazione, ha infatti delineato quelle che sono le nuove Linee di indirizzo per le figure e le funzioni professionali all’interno delle amministrazioni pubbliche.

Nel documento stilato dal ministero si delineano gli obiettivi che le amministrazioni dovrebbero perseguire per soddisfare il fabbisogno professionale. Da ora in poi, infatti, sarà importante non solo conoscere la teoria e le norme, ma anche saper fare e avere capacità tecniche specifiche.

Il nuovo turnover di lavoratori statali, infatti, aprirà le porte a nuove figure professionali altamente qualificate e sempre più diversificate. Seguendo le direttive europee, inoltre, l’obiettivo è quello di superare il mansionismo, secondo cui il lavoratore dovrebbe fare sempre le stesse mansioni e operare continuamente nel medesimo modo.

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Dunque, ci si è accorti che le pubbliche amministrazioni dovranno incoraggiare l’assunzione di figure specifiche, le quali andranno a sostituire quelle specifiche.

Si tratta di un approccio maggiormente flessibile, già sperimentato attraverso la stipulazione del contratto delle Funzioni centrali (come agenzie fiscali, ministeri e altri enti pubblici). Si tratta della cosiddetta “famiglia professionale”, in cui all’interno di un ente, ad esempio, potrebbero essere definiti diversi ruoli nella stessa famiglia di funzionari.

Verranno quindi sfruttate anche quelle che vengono definite “soft skills”, in quanto il nuovo dipendente pubblico dovrà essere in grado di conoscere anche capacità diverse da quelle teoriche. Sarà infatti in grado di saper applicare quelle mansioni, mantenendo un certo comportamento professionale.