“Non si salverà nessuno”. Le previsioni sulle bollette ora mettono davvero paura

Fanno paura le previsioni sulle bollette che parlano di un aumento vertiginoso dei costi. Ecco che cosa ci aspetta

Non sarà un autunno particolarmente facile quello che l’Italia e un po’ tutta Europa vivrà nel prossimo futuro. Ci sono infatti, problemi alle porte che causeranno difficoltà di poco conto che, in molti, hanno definito in una crisi forse anche peggiore rispetto a quella della pandemia del 2020. Una crisi economica che avrà come causa scatenante l’aumento del prezzo del gas.

Ansa /Stefano Ambu

La guerra in Ucraina, i tagli degli approvvigionamenti di energia ai Paesi europei da parte di Putin e le continue speculazioni di mercato hanno provocato una crisi energetica senza precedenti, che nei prossimi mesi potrebbe aumentare. Fanno, paura, infatti, le previsioni riguardo le bollette che parlano di un aumento vertiginoso dei costi. Ecco che cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Aumenti vertiginosi dele bollette: ecco cosa dicono le previsioni

Secondo S&P, la bolletta energetica per l’Unione Europea “supererà i suoi livelli di pre-pandemia di oltre mille miliardi di euro”, si tratta di previsioni per nulla rassicuranti riguardo quello che potrebbe essere il futuro delle bollette nel nostro Paese, e non solo. L’aumento sarebbe dovuto all’effetto dei tagli alle forniture di gas da parte della Russia.

Secondo le previsioni, dunque, ci aspetta un inverno particolarmente duro sul fronte energia e dei costi, i quali andranno a gravare ulteriormente sull’inflazione in atto. Con lo stop del gasdotto Nord Stream 1, inoltre le forniture di gas all’Europa si ridurranno ulteriormente, mentre aumenteranno i prezzi di mercato.

(Ansa)

In Europa ci sarà dunque un allarme diffuso riguardo l’intenzione di rifornirsi velocemente, accumulando riserve. Situazione che farà lievitare i costi e che manterranno elevatissimi i prezzi dell’energia. Non contribuisce la bassa capacità idrica del Sud Europa, oltre “ala bassa generazione nucleare in Francia e al lento riavvio della generazione a carbone”.

Sarà quindi compito dei Paesi europei in difficoltà a cercare di limitare i danni. Le strade a breve termine sono pochissime e passano tutte per aiuti statali a cittadini e imprese. Inoltre, è quasi scontata la limitazione della domanda di energia in riferimento al target che l’Unione ha fissato intorno al 15%. Dunque, un inverno freddo e particolarmente difficile.