Energia, siamo al disastro, dice Nicola Porro. E la colpa è tutta dei politici

Secondo Nicola Porro sul fronte energia l’Italia è sull’orlo del disastro. Le responsabilità sarebbero tutte dei politici

L’Italia e l’Europa intera stanno vivendo da molti mesi ormai una crisi energetica con pochi precedenti nella storia. A causa della pandemia e dello scoppio della guerra in Ucraina, infatti, il sistema economico e sociale ha subito un drastico cambiamento, e questo potrebbe portare il nostro Paese in gravi difficoltà.

(Porro energia/ Ansa/ Archivio)

Secondo Nicola Porro, giornalista e conduttore televisivo, sul fronte energetico l’Italia è sull’orlo del disastro, e la colpa sarebbe nella maggior parte dei casi dei politici. Ecco perché.

L’Italia sull’orlo del baratro. Ecco l’opinione di Nicola Porro

Che l’Italia sia in difficoltà sul fronte energia è ormai un dato di fatto. A testimoniarlo sono le bollette incredibilmente alte che proprio in questi giorni cittadini e imprese stanno ricevendo. Si tratta, infatti, di fatture raddoppiate, quadruplicate e in alcuni casi anche decuplicate.

Aziende, attività commerciali e imprese stanno chiudendo i battenti o mettendo in cassa integrazione molti dei loro dipendenti, mentre sono sempre di più le famiglie in grave difficoltà. Ma quali sono le cause intrinseche di questo disastro? Secondo Nicola Porro le responsabilità sono da ricercare proprio nella classe politica e dirigente del nostro Paese.

Già dall’ottobre 2021, infatti, il prezzo unico nazionale dell’energia aveva subito un aumento da 5 a 25. Una situazione che non è passata inosservata dall’Enel, per cui il suo amministratore delegato Storace aveva lanciato l’allarme, senza alcuna risposta da parte della politica.

(Porro energia/ Ansa/ Archivio)

A frittata ormai fatta, concretizzata con l’invasione della Russia in Ucraina, l’Italia (e l’Europa) non sono riusciti a fare molto per affrontare i rincari. Sul nostro fronte, inoltre, siamo riuscii a sostituire solo in parte i livelli di rifornimenti di gas da parte della Russia, soprattutto grazie ad accordi “a singhiozzo”.

Inoltre, almeno nel breve periodo, l’energia rinnovabile (come eolico o solare) non sembra poter essere la soluzione migliore. Nei primi sei mesi, infatti, sono stati prodotti solo 34 gigawatt di energia solare. Al confronto, le centrali a carbone ne hanno prodotti 8.282, e il geotermico 2.716.

La situazione in cui ci troviamo ora, dunque, non può prescindere dal razionamento di energia, nelle case e nelle industrie. L’attenzione, dunque, dovrà essere sull’importanza dell’energia, con uno sguardo anche sulla produzione energetica nazionale.