Gas l’Eni dice che non ce la faremo

Per la multinazionale energetica ci aspettano momenti difficili. Ecco perché secondo l’Eni sul gas non ce la faremo

Il tema di quale sia la reale capacità dell’Italia di resistere all’inverno sul fronte del gas tiene banco da diversi mesi ed è stato oggetto di dibattito durante gli Eni Award.

(gas Eni/Ansa)

Non ci sono notizie particolarmente positive per quanto riguarda il nostro Paese e gli orizzonti sembrano essere particolarmente complessi. Ecco, quindi, perché secondo l’Eni sul gas l’Italia non ce la farà.

Cosa dice l’Eni sugli stoccaggi di gas in Italia

Durante gli Eni Award andati in scena al Quirinale, con la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni, ha tracciato il punto della situazione per quanto riguarda il gas in Italia.

Noi abbiamo fatto tutto il possibile per essere in una posizione positiva – ha affermato – l’Italia ha fatto un grandissimo sforzo”. Il momento della solidarietà con gli altri Paesi, secondo l’ad Eni, potrà avvenire nel momento in cui avremo gli stoccaggi pieni entro questo inverno. I picchi invernali potranno infatti essere sostenuti solo con il 100% delle capacità.

Secondo Descalzi in questo momento l’Italia ha il gas e l’hub italiano è tra i 180 e i 200€, questo grazie al fatto che i livelli degli stoccaggi restano piuttosto alti e che l’offerta sta ancora superando la domanda. Ma l’intenzione deve essere quella di arrivare al 100% degli stoccaggi, i quali “sono organizzati molto bene dal governo attraverso il Gse e Snam”.

(gas Eni/Ansa)

L’ad Eni ha posto l’attenzione sull’importanza di evitare che si crei un unico sforzo di solidarietà, possibile solo con gli stoccaggi pieni. L’attenzione, infatti, si pone su alcuni possibili picchi come quelli avvenuti durante gli anni scorsi, in cui è stato necessario indurre circa 120 milioni di metri cubi di gas aggiuntivi negli stoccaggi nazionali.

Per Descalzi “il contributo addizionale del russo è fondamentale”. Si sta infatti sperando nella ripresa del flusso attraverso il Tarvisio. Si tratta di circa 20 milioni di metri cubi al giorno, ovvero quasi il 10% delle forniture giornaliere che arrivano in Italia.

Sarà inoltre importante il corretto funzionamento dei rigassificatori e che non esistano problemi in territori di importanti fornitori, come Egitto ed Algeria.