Riscaldamenti in inverno, nuovo decreto: ecco le regole

Ormai è ufficiale il documento che regolamenta l’utilizzo dei riscaldamenti questo inverno. Un’ora in meno e un grado in meno per il riscaldamento nei prossimi mesi. Ecco come risparmieremo il gas.

Il documento per il risparmio del gas nell’inverno 2023 è ormai completo e redatto dal Ministro della Transizione Ecologia Roberto Cingolani. Come previsto dalle discussioni che hanno preceduto il decreto, il risparmio energetico sarà garantito da una riduzione del consumo per i riscaldamenti nelle case e negli uffici, sia pubblici che privati.

Regolazione del termosifone
Foto ANSA

Si potrà utilizzare il riscaldamento un’ora in meno al giorno rispetto a come siamo abituati e con il massimo della temperatura che scende da 20°C a 19°C. Oltre a questo, viene posticipata di 8 giorni la data di inizio per l’accenzione dei riscaldamenti di casa, nonché anticipata da 7 gionrni la data di spegnimento. L’obiettivo è riuscire a superare la stagione invernale consumando quanto meno gas possibile.

Risparmio del gas. Ecco come fare secondo lo Stato

Il modo per abbassare la temperatura del riscaldamento dal termostato sarà suggerito da Enea tramite un vademecum presto disponibile. Per il resto, resta ferreo il divieto di sueprare le restrizioni imposte dallo Stato tramite queste regole. In caso di controlli, che si svolgeranno a campione sul territorio nazionale, chi non sta rispettando gli obblighi sarà multato con dele pesanti sanzioni.

Sono previste delle esenzioni. I divieti non si applicano a edifici adibiti a luoghi di cura, come ospedali, cliniche e case di riposo, alle scuole materne e agli asili nido. Sono esentati dagli obblighi anche piscine, saune e assimilabili, nonché a edifici abitativi e attività industriali, artigianali e simili per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria.

Roberto Cingolani, Ministro della Transizione Ecologica
Foto ANSA

Ci sarà inoltre una divisione del territorio in fasce climatiche. Ognuna delle quali avrà una sua regola per quando e per quanto tempo si potrà accendere il riscaldamento.

  • Fascia A: Comuni di Lampedusa e Linosa. Si possono accendere i riscaldamenti dall’8 dicembre al 7 marzo per 5 ore al giorno;
  • Fascia B: Agrigento, Cataina, Crotone, Messina, Palermo, Reggio Calabria, Siracusa e Trapani. Si possono accendere dal 8 dicembre al 23 marzo per 7 ore;
  • Fascia C: Imperia, Latina, Bari, Benevento, Brindisi, Cagliari, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Oristano, Ragusa, Salerno, Sassari, Taranto. Si possono accendere al 22 novembre al 23 marzo per 9 ore;
  • Zona D: Genova, La Spezia, Savona, Forlì, Ancona, Ascoli Piceno, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Macerata, Massa, Pesaro, Pisa, Pistoia, Prato, Roma, Siena, Terni, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Chieti, Foggia, Isernia, Matera, Nuoro, Pescara, Teramo, Vibo Valentia. Dall’8 novembre al 7 aprile per 11 ore al giorno;
  • Zona E: Alessandria, Aosta, Asti, Bergamo, Biella, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Padova, Pavia, Sondrio, Torino, Varese, Verbania, Vercelli, Bologna, Bolzano, Ferrara, Gorizia, Modena, Parma, Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza, Arezzo, Perugia, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila e Potenza. Dal 22 ottobre al 7 aprile per 13 ore al giorno
  • Zona F: Trento e zone apline. Nessun Limite.