Pensioni: quota 100 o quota 41? Cosa conviene fare adesso

Pensioni, conviene davvero fare il salto da quota 100 a quota 41? Lo scenario attuale e quello che potrebbe realmente accadere.

Pensioni, torna la riforma Fornero? (foto Adobestock)
Pensioni, torna la riforma Fornero? (foto Adobestock)

Lo stato italiano rischia di ritrovarsi in un pericoloso impasse sulla questione previdenziale. La riforma della quota 100 ha scosso notevolmente i conti pensionistici. La riforma triennale legata al pensionamento anticipato e fondata su una sperimentazione sta per arrivare alla fine. A partire dal 1° gennaio 2022 infatti la precedente Riforma Fornero tornerà ad imprimere il proprio effetto sui lavoratori italiani e per questo imperversa un dibattito interno al governo per istituire nuovi scivoli o meccanismi che consentano di anticipare la pensione.

Tutto questo ha un costo che va valutato con attenzione, anche di fronte all’attenzione che l’Unione Europea ha posto sui conti pubblici italiani dopo l’approvazione del PNRR e l’arrivo dei primi fondi del Recovery.

Pensioni, il rischio del “buco” tra quota 100 e quota 41

Pensioni, torna la riforma Fornero? (foto Adobestock)
Pensioni, torna la riforma Fornero? (foto Adobestock)

La relazione annuale dell’INPS, del resto conferma che servirebbe una copertura di 4,3 miliardi per passare alla quota 41. Questo nell’immediato, perché allungando l’outlook verso una progressione decennale il fabbisogno salirebbe a 9,2 miliardi. Si tratta di un vero e proprio buco che rischia di mettere in crisi il sistema previdenziale.

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La quota 41 permetterebbe di anticipare la pensione con 41 anni di contributi e senza i vincoli d’età previsti dalla Fornero. Questa ipotesi è caldeggiata anche dai sindacati e da una parte del governo, ma lascia aperto il rischio di una mancanza di copertura. La pressione del sistema pensionistico, nel corso degli ultimi 20 anni, è salita del 2,8% e questo costringe inevitabilmente a prendere decisioni più drastiche, come del resto è accaduto proprio con la riforma Fornero, che lega l’età contributiva a quella di anzianità, con un progressivo allungamento di quest’ultima per poter accedere alla pensione.

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Un utilizzo della formula quota 41 potrebbe essere possibile, ma penalizzante per i lavoratori: per coprirla potrebbe essere decisa una rimodulazione dell’erogazione mensile che sarebbe penalizzata in proporzione all’età anticipata della pensione. Per questo una scelta di questo tipo va valutata con estrema attenzione, per non correre il rischio di trovarsi con un compenso previdenziale più basso rispetto al preventivato.