Le cose che dovresti evitare di fare con i contanti

Esistono alcuni tipi di operazioni in contanti che insospettiscono l’Agenzia delle Entrate: vediamo i casi in cui non conviene usare banconote.

Contanti (foto Adobestock)
Contanti (foto Adobestock)

La lotta all’utilizzo del contante sta diventando un comun denominatore in tutta Europa. Se l’Italia ha fatto da apripista sulla disincentivazione dei pagamenti con le banconote, ora anche altri paesi europei stanno adeguando la propria normativa. In Italia fino al 31 dicembre c’è un limite di pagamenti in cash di 1999,99 euro che dal primo gennaio sarà ulteriormente ridotto a 999,99 euro. Le ragioni sono molteplici e nascono dalla necessità di mettere paletti alla criminalità organizzata, che utilizza spesso i contanti per riciclare ingenti somme acquisite illegalmente con il traffico di stupefacenti. Su questo la normativa antiriciclaggio è molto avanti e spesso fa scattare controlli in automatico a fronte di situazioni anomale. L’altro perno di questa lotta al contante è l’emersione del lavoro nero. Ancora oggi centinaia di migliaia di lavoratori non hanno un contratto, ricevendo denare direttamente dalla mano del padrone.

Quando è meglio non utilizzare i contanti

Contanti (foto Adobestock)
Contanti (foto Adobestock)

Il primo aspetto a cui bisogna prestare attenzione è il versamento sul conto corrente. Le cifre devono essere sempre dimostrate, anche nel corso degli anni e potrebbe scattare una verifica sulla provenienza delle cifre versate in base alla presunzione in favore del fisco: quindi attenzione a conservare la documentazione, anche per eventuali piccole donazioni dei genitori. In caso contrario conviene tenerli in casa o utilizzare una cassetta di sicurezza bancaria.

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Attenzione poi alle spese che vengono effettuate, perché il Fisco potrebbe aprire accertamenti nel caso in cui una spesa superi il 20% del reddito dichiarato. In particolare si accenderebbe un allarme rosso nel caso di acquisti di beni di lusso come case o auto, oppure nel caso in cui si effettuino acquisti in cui serve il codice fiscale, come contratti di affitti, polizze assicurative, ricariche telefoniche, utente domestiche, viaggi e spese fatturati, spese mediche. Non ci saranno invece controlli nel caso di spese con emissione di uno scontrino.

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In generale l’Agenzia delle Entrate punto a verificare stili di vita superiori a quelli consentiti dalla propria dichiarazione dei redditi, sfruttando il sistema del redditometro e non vi sbilanciate troppo sui social: la pubblicazione di mete esotiche potrebbe essere la dimostrazione della vostra evasione fiscale.