Bollette dell’elettricità alle stelle, cosa vuol fare la Spagna per contenere i costi

Il piano del governo spagnolo per reggere i costi dell’aumento dell’elettricità non piace alle aziende, ormai sul piede di guerra.

Se l’Italia deve fare i conti con aumenti spropositati dei costi dell’energia e delle bollette, in Spagna non va affatto meglio dal momento che il settore dell’energia nucleare spagnolo vive tempi di crisi, a causa di una proposta di legge che dovrà essere approvata in Parlamento e che punta a ridurre i denominati “benefici caduti dal cielo”, ottenuti da produttori d’energia con basse emissioni di Co2. Questi, a causa di meccanismi attuali del mercato, riescono a venderla a prezzi simili rispetto a quelli che invece devono pagare i diritti europei d’emissione di Co2, ottenendo quindi maggiori profitti.

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La Spagna, alle prese con i rincari, ha inoltre inviato una lettera alla Commissione europea per chiederle di “progettare procedure che consentano agli Stati membri di reagire immediatamente alle impennate dei prezzi e di adottare misure per prevenire la speculazione finanziaria nel mercato del carbonio europeo”. Secondo i funzionari di Madrid, il piano ambizioso dell’Unione europea per raggiungere la neutralità climatica rischia di cadere vittima dell’impennata senza precedenti dei prezzi del gas naturale e dell’elettricità. “Questa situazione può provocare un contraccolpo contro le iniziative di riduzione del carbonio, come già visto in Francia con la crisi dei gilet gialli”, si legge ancora nel documento. “Le politiche di riduzione del carbonio sono state generalmente comprese e accettate in Spagna, ma potrebbero non sopportare un periodo prolungato di prezzi proibitivi dell’elettricità“, evidenziano le autorità di Madrid.

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Il piano spagnolo 

Tutto questo mentre le principali aziende del settore in Spagna, tra le quali ci sono grandi compagnie elettriche come Endesa e Iberdrola, sono sul piede di guerra. Secondo quanto denunciato in un comunicato dell’organizzazione che le raggruppa, il Foro Nucleare, con la nuova legge, sarebbero costrette a chiudere anticipatamente le centrali attive in Spagna per insostenibilità dei costi. Fonti dell’esecutivo hanno risposto al settore affermando che le misure previste sono conformi al diritto nazionale ed europeo. In sostanza, il governo spagnolo punta di attingere ai profitti delle società energetiche, giudicati eccessivi e motivati dalla corsa dei prezzi, per procurarsi risorse da destinare al contenimento dei costi dell’energia per cittadini e imprese.

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Dovrebbero essere così recuperati 2,3 miliardi di euro fino a marzo 2022 limitando gli utili delle società energetiche, incluse quelle nucleari e idroelettriche. Intanto il prezzo dell’energia elettrica ha registrato un altro spettacolare aumento e giovedì raggiungerà i 188,18 euro per megawattora (MWh). La bolletta elettrica, ad agosto, è costata il 35% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.