Dal primo gennaio 2022 se fai un bonifico a tuo figlio superiore a 1000 euro devi stare attento: ecco cosa si rischia

Non c’è niente di male nel fare un regalo a un parente o a un figlio utilizzando il conto corrente per fare un bonifico, ma con le nuove regole e i limiti del Fisco ci sarà da fare attenzione.

Mettiamo caso che vostro figlio/figlia si sia trasferito in un’altra città per studiare o lavorare e vogliate aiutarlo a pagare la retta universitaria, a comprarsi una macchina nuova o ad arredare la camera del nipotino appena nato. Finora il modo più rapido per farlo sarebbe stato tramite bonifico bancario. Un modo facile e veloce per effettuare operazioni di passaggio di liquidità da un conto corrente ad un altro senza dover spiegare molto. Esattamente come il passaggio di denaro contante, però, anche il passaggio di liquidità tramite bonifico riceverà delle restrizioni nel 2022 e dovremo adattaci alle nuove regole.

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Partiamo dal presupposto che un bonifico bancario da genitori a figlio, ma anche per qualsiasi altro parente, proprio in virtù del fatto che è fatto per un parente, non richiede alcun tipo di obbligo dichiarativo e non è sottoposto a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Chi riceve il bonifico non dovrà preoccuparsi che la banca o il Fisco facciano domande o controlli in tal senso. I problemi con l’Agenzia delle Entrare arrivano quando l’ente ha il sospetto di intestazione fittizia di conto corrente. Un esempio potrebbe essere se il figlio fosse un imprenditore che lavora molto in nero e usasse il conto corrente del padre per far arrivare i soldi per poi farseli rigirare sul proprio conto corrente periodicamente. In questo caso l’Agenzia delle Entrate sarebbe portata a pensare che l’effettivo intestatario del conto corrente del padre sia il figlio e farebbe partire i controlli.

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Nel caso di spostamenti di grosse forme di denare, per cui la causa più comune è che un genitore aiuti il figlio ad acquistare una casa, l’importante è mantenere ogni spostamento di denaro tracciabile. Se un genitore non vuole acquistare l’immobile in prima persona, ma preferisce mandare sei soldi al figlio per poi lasciare che sia lui a pagare il proprietario si applicano le stesse regole esposte, quindi non ci sarebbe nessun problema. Il problema sorge nel momento in cui la donazione non fosse tracciabile. L’Agenzia delle Entrate può avere dei sospetti vedendo una persona acquistare un immobile con un reddito minimo o nullo per cui non è possibile definire da dove sono arrivati i soldi dell’acquisto. In quel caso il figlio andrebbe incontro a sanzioni e tasse extra.