Benzina a 4 euro il litro. Perchè potrebbe accadere davvero, e presto

I costanti aumenti della benzina prospettano scenari inediti per il prossimo futuro: se si verificheranno una serie di incastri, il prezzo potrebbe volare a 4 euro.

Calma, si tratta di un’ipotesi, ma purtroppo nemmeno troppo remota. Con la memoria basta tornare al 2012 per vedere il carburante sopra quota 2 euro, una barriera che già al tempo provocò un terremoto per quanto riguarda la mobilità. Infatti le grandi città subirono una drastica diminuzione del traffico urbano, proprio perché già questa soglia era insostenibile per tanti.

Ma perché la benzina, ma anche il diesel, sono salite così tanto? Se a livello politico non si interviene per tempo, nel futuro a medio termine anche il prezzo dei principali carburanti per autotrazione – appunto: benzina e gasolio – schizzerebbero alle stelle, fino a raggiungere livelli da spavento. Anche 4 euro al litro. Con tutte le implicazioni che ne deriverebbero: impennate nel prezzo delle merci, aumenti a dismisura del riscaldamento domestico tanto per citare solamente due delle conseguenze più evidenti.

Eppure, le cifre del petrolio parlano chiaro: anche se le ultimissime notizie (giovedì 21 e venerdì 22 ottobre 2021) li danno in lieve flessione, il Wti americano si attesta pur sempre a poco meno di 82 dollari al barile, ed il Brent europeo viene venduto intorno a 83,9 euro. Una prima diminuzione c’è rispetto a recentissimi picchi nell’ordine di 83 ed oltre 85 dollari per Wti e Brent. Siamo tuttavia sui livelli più elevati dal 2014, con la differenza (e non è poco) che il mondo si trova sempre alle prese con gli effetti della pandemia da Covid e l’onda lunga – intesa come difficoltà economiche – dell’emergenza sanitaria.

Caro benzina: può arrivare la “tempesta perfetta” fino ai 4 euro al litro

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L’aumento del greggio infatti potrebbe toccare anche i 200 euro a barile, una cifra mai vista prima nella storia, causata da una domanda altissima e da altri aspetti congiunturali. L’affermazione arriva da un esperto, Alberto Clò, direttore della rivista Energia. Clò afferma che nel medio termine potrebbero verificarsi crolli degli investimenti, con un aumento fino a 200 euro per ogni barile di greggio.

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Questo potrebbe essere causato dalla domanda, in forte ripresa dopo la contrazione dovuta alla pandemia, ma anche dalla gestione “politica” dell’offerta da parte dell’Opec, insieme alla Russia e gli altri alleati. Infine c’è il fattore Cina, che sta facendo impazzire i mercati internazionali acquistando qualsiasi tipo di carburante a prezzi davvero alti.