Pensione d’invalidità, è finito l’incubo: il Governo ha deciso

Un passaggio nelle legge di bilancio ripristina l’assegno di invalidità per i disabili, ma non per tutti: ecco chi si salva.

Dunque il paventato rischio di vedere cancellata questa fondamentale misura di welfare è stato cancellato dalla Legge di bilancio. La Commissione del Senato ha approvato l’emendamento al Dl fiscale che di fatto riapre la porta agli invalidi parziali che svolgono una attività lavorativa, anche se minima.

L’annuncio è del ministro del lavoro Andrea Orlando, a seguito della valutazione della recente sentenza della Corte Costituzionale e le naturali pressioni delle associazioni. Quindi dal 2022 l’assegno sarà salvo per tutti quegli invalidi che comunque svolgono incarichi non di breve durata.

La decisione è stata presa perché inizialmente i giudici della Consulta avevano sentenziato che l’assegno di invalidità è erogato solo nel caso in cui risulti la” inattività lavorativa” del soggetto a prescindere dal reddito. Questo ha fatto infuriare le associazioni, ma il messaggio era in realtà rivolto al legislatore, “reo” di aver lasciato un buco no4rmativo.

Pensione per invalidità parziale: il limite per non perderla

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Chiusa la parentesi, andiamo a vedere quali erano i limiti di reddito consentiti per non perdere il diritto all’assegno di invalidità. L’importo, come noto, ammonta a 287,09 euro al mese ed è pagato dal Inps alle persone di età compresa fra i 18 e 67 anni con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 74 e il 99%. Il limite di reddito annuo consentito per mantenere l’assegno di invalidità è di 4.931,29 euro per il 2021. Pertanto fino a tale soglia di reddito lavorativo (o altro) è possibile continuare a beneficiare del sostegno economico erogato dal Inps.

Rimane obbligatoria la segnalazione all’Inps da parte dell’invalido parziale, nel caso in cui questo limite venga superato, così che l’ente possa provvedere alla sospensione. Nel caso in cui non ci sia la comunicazione l’Inps, attraverso verifiche incrociate, provvederà alla richiesta degli arretrati indebitamente percepiti.

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Per il 2022 quindi si attende un incremento dell’importo delle pensioni di invalidità, e delle altre somme percepite a titolo assistenziale, tra 3 e 4 percento. Ma nel 2022 si attende un ritorno dell’inflazione al 1,4% e quindi nei cedolini della pensione di invalidità dell’anno prossimo potrebbero rimanere più soldi anche in termini reali.

Ciò significa che nel 2022 le pensioni di invalidità saranno aumentate, secondo il dato inflazione di ottobre, del +2,9%. Ecco come funziona il meccanismo di perequazione.