Malattia e pensione anticipata, cosa accade nel 2022

In caso di malattia vi è la possibilità di ottenere la pensione anticipata (ma solo in alcuni casi). Ecco cosa dicono le norme nel 2022

Malattia e pensione anticipata, cosa accade nel 2022

Avere una malattia importante può essere debilitante per il proprio lavoro e per la propria quotidianità, tanto da richiedere un’interruzione definitiva del rapporto lavorativo. Tuttavia, non tutti hanno ben chiaro quando è possibile richiedere la pensione anticipata in caso di malattia.

Uno dei casi più diffusi è certamente rappresentato dal lavoratore malato di cancro. Chi ha un tumore, non ha necessariamente il diritto di andare in pensione in anticipo rispetto alla data prevista. Tuttavia, ci sono dei casi particolari che possono godere di questo diritto. Ecco cosa dicono le norme nel 2022.

Malattia e pensione anticipata, cosa accade nel 2022

Secondo le norme del 2022, chi ha un tumore non può richiedere la pensione anticipata. Chi purtroppo contrae una malattia importante come il cancro non ha automaticamente il diritto del prepensionamento. Ma ci sono casi particolari in cui questo è previsto.

Per le leggi italiane in vigore nel 2022, non è previsto che il paziente oncologico, in quanto tale, possa usufruire della pensione anticipata. Nonostante, quindi, la malattia rappresenti un ostacolo (anche psicologico) al lavoro, ad oggi non è prevista questa possibilità.

Tuttavia, è prevista la possibilità di richiedere la pensione anticipata nei casi in cui la malattia produca invalidità. I pazienti affetti da tumore possono andare in prepensionamento quando vi è una chiara impossibilità di poter lavorare.

pensione.anticipata_missionerisparmio.it_20.01.2022

Ma attenzione, non basta essere riconosciuti invalidi perché un paziente possa richiedere il prepensionamento. È necessario, infatti, che l’invalidità sia di una certa percentuale, dichiarata sufficiente per poter avere il diritto alla pensione anticipata.

Le percentuali di invalidità riconosciute ai pazienti oncologici sono:

  • 100%: prognosi sfavorevole nonostante l’asportazione del tumore;
  • 70%: prognosi favorevole e funzionalità compromesse;
  • 11%: prognosi favorevole e modesta compromissione delle funzionalità.

Dopo aver ottenuto il riconoscimento di invalidità, è necessario presentare un’apposita domanda all’Inps. Gli importi della pensione di inabilità varierà a seconda delle percentuali di invalidità:

  • 100%: Se la percentuale di invalidità è del 100%, l’importo della pensione di inabilità è di circa 280€ al mese per 13 mensilità. Questo è possibile solo se il reddito del richiedente non è superiore ai limiti previsti dalla legge;
  • Tra il 74 e il 99%: Se l’invalidità è tra il 74 e il 99% si ha diritto all’importo di 280€ all’anno per 13 mensilità. Ne hanno diritto coloro che hanno un reddito inferiore a circa 4.800€;
  • Uguale o superiore al 74%: In questo caso il richiedente avrà diritto a 2 mesi in più di contributi l’anno. Questo permetterà di anticipare la pensione e ottenere l’assegno ordinario di invalidità, nel caso in cui sono stati maturati almeno 5 anni di anzianità contributiva;
  • Superiore al 66%: Si ha diritto all’assegno ordinario di invalidità. La condizione è quella di aver maturato 5 anni di contributi nei 5 anni precedenti la presentazione della domanda.

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Un’ulteriore possibilità di andare in pensione anticipata per i pazienti oncologici è quella della pensione di vecchiaia anticipata per invalidi. Possono accedere solo i dipendenti privati con un’invalidità riconosciuta dell’80%.

I requisiti sono: 

  • 61 anni di età per gli uomini;
  • 51 anni di età per le donne;
  • Aver maturato almeno 20 anni di contributi.

Chi è paziente oncologico e ha visto riconosciuta un’invalidità uguale o superiore al 74% può ottenere la pensione anticipata grazie all’Ape social. Il richiedente dovrà avere almeno 63 anni di età e aver maturato 30 anni di contributi.