Pensioni di vecchiaia e anzianità, come puoi recuperare i contributi non versati negli anni di disoccupazione

Poter andare in pensione con dei buchi contributivi tra un periodo di lavoro e l’altro è molto complicato. In questo periodo dove i periodi di disoccupazione sono la norma, ecco la sentenza che cambia le cose.

Ci attendono interessanti novità sul fronte delle pensioni. Un importante cambiamento che, finalmente, potrebbe volgere a favore di milioni di contribuenti italiani. Si tratta di una sentenza della Corte costituzionale che ha indicato all’Inps di ricalcolare i contributi per la pensione. Coloro che sono usciti dal mondo del lavoro, ritrovandosi penalizzati a causa della disoccupazione, potranno quindi sperare in bene grazie a queste novità. Ecco, dunque, in cosa consiste il ricalcolo dei contributi per la pensione e come richieder il ritocco.

Grazie ad una sentenza della Corte costituzionale, ci sono importantissime novità riguardo l’assegno pensionistico. In particolare, si tratta di un provvedimento pensato per coloro che sono stati esclusi dal mondo del lavoro. Ci sarà infatti la possibilità di chiedere la neutralizzazione del primo trattamento ricevuto, in modo da ottenere un assegno più alto. Nello specifico la sentenza numero 82/2017 della Corte Costituzionale, ha dichiarato illegittimo l’articolo 3 comma 8 della legge 297/1982. Si tratta di quella porzione di legge in cui non è prevista la possibilità di neutralizzare i contributi. Secondo Pmi, coloro che ricevono un assegno pensionistico di vecchiaia e anzianità, liquidate con sistema misto con il calcolo contributivo e, infine, le pensioni anticipate, potranno fare richiesta. In particolare, questi contribuenti potranno richiedere un ricalcolo più favorevole.

Potranno dunque essere neutralizzati quei contributi degli ultimi 5 anni (260 settimane) precedenti all’inizio della pensione. Inoltre, è importante il fatto che questi contributi dovranno derivare da alcune prestazioni:

  • Indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti normali;
  • Assicurazione Sociale per l’impiego;
  • Indennità di disoccupazione agricola con requisiti normali e ridotti;
  • Indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti;
  • Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego;
  • Indennità di disoccupazione ai lavoratori rimpatriati.

Le possibilità non finiscono qui. Nel caso in cui questi i contributi citati in precedenza siano utili solo in parte per ottenere il diritto alla pensione, è possibile utilizzare i contributi “non necessari al perfezionamento del diritto stesso”. Per ottenere il ricalcolo dei contributi per la pensione sarà necessario fare domanda all’INPS. Tuttavia, non sono ancora disponibili le modalità precise. Queste, infatti, verranno rese pubbliche nelle prossime settimane mediante una circolare diffusa dall’Istituto.