Perchè il Catasto diventerà una catastrofe per le nostre tasche

Si parla da diverso tempo della riforma del catasto. Una manovra fortemente voluta da Mario Draghi e dal suo governo per l’importanza che ha nella realizzazione del PNRR, ma che trova molte complicazioni.

I lavori sulla riforma del Catasto sono da molto tempo fermi. La riforma voluta da Mario Draghi come parte del PNRR è una tappa importante della tabella di riforme richieste dall’Unione Europea entro il 2026, in modo da ricevere i fondi europei che farebbero gran comodo al nostro paese. Draghi in particolare tiene molto alla realizzazione di questi progetti di riforme, ma tra tutte, la riforma del Catasto è una di quelle che fa più fatica ad ottenere l’approvazione in Parlamento, a causa dell’ostinata opposizione di una parte dei gruppi politici, in particolare quelli di destra.

La riforma del Catasto comporta una diversa categorizzazione degli immobili secondo il Catasto. Questi non verrebbero più classificati a seconda del numero di vani come accade adesso, ma per la loro grandezza in metri quadri. Questa modifica permetterebbe di riadattare al prezzo di mercato attuale una serie di immobili vecchi di 20 o 30 anni che al momento vengono valutati in maniera molto inferiore al normale. La contro indicazione della riforma, e suo effetto collaterlare è un impatto importante sulle tasse che si pagano sulla casa, in particolare IMU e TARI, entrambe dipendenti dal calcolo catastale della grandezza degli immobili. Se la riforma passasse e venisse cambiato il metodo di calcolo secondo la base a metri quadri, l’IMU e la TARI aumenterebbero, in particolare per quanto riguarda gli immobili in città, particolarmente colpiti da questo cambiamento.

Su questo effetto collaterale di non trascurabile entità stanno facendo leva gli oppositori della riforma. Il blocco di centrodestra, sia di maggioranza che di opposizione, composto da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, affermano che non voteranno a favore della riforma a meno che non sia garantito che non ci sarà nessun aumento delle tasse. L’approvazione in parlamento è, ovviamente, vitale per la possibilità della riforma di progredire e Mario Draghi sta facendo di tutto per convincere le destre che gli aspetti positivi della manovra superano quelli negativi. Il premier si è anche appoggiato a pratiche poco corrette per poter portare avanti il PNRR, ma per il momento la situazione non sembra sbloccarsi.