Benzina, gli sconti promessi non arrivano. Cosa sta accadendo

Il prezzo della benzina non cala ancora e gli sconti promessi non arrivano. Ecco cosa sta succedendo e perché

(ANSA/STR/MILANO)

Mentre i prezzi della benzina restano ancora molto alti, gli sconti promessi non arrivano e tra i distributori di benzina aleggia il malcontento di cittadini e lavoratori che si aspettavano, già da questa settimana, un miglioramento sostanziale.

Il caro carburanti, infatti, c’è ancora e sembra non essere un problema di immediata soluzione. Ma dopo la promessa fatta da parte del governo, che aveva annunciato l’arrivo di un sostanziale risparmio, c’è ancora un nulla di fatto. Ecco, quindi, cosa sta succedendo e perché.

Benzina gli sconti promessi non arrivano, ecco perché

Chi si aspettava una sostanziale diminuzione dei prezzi del carburante già nel weekend è rimasto deluso. Gli sconti promessi non arrivano e in tutti i distributori il prezzo di benzina e gasolio resta stabile sopra i 2€. Il governo, infatti, aveva annunciato un taglio di 25 cent al litro sui carburanti ma, almeno per ora, questo non è ancora avvenuto.

Dunque, il tanto atteso taglio non c’è stato, ma probabilmente avverrà nel corso di questa settimana, forse a partire dalla giornata di mercoledì. Intanto per il Codacons il taglio dei prezzi non sarà sufficiente per contrastare in maniera efficace il caro carburanti.

Secondo il coordinamento delle associazioni, bisogna tener conto anche dell’Iva che viene applicata all’accisa. Dunque, la benzina dovrebbe costare in media 1,88€ al litro, mentre il diesel 1,85€. Un risparmio che ammonterebbe a circa 15€ a pieno.

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO/ MILANO)

Secondo gli addetti ai lavori, per vedere l’abbassamento dei prezzi ai distributori di carburante ci vorrà ancora del tempo: “Le accise calano dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – afferma a Today.it la federazione italiana dei gestori di carburanti – ma non i prezzi alla pompa”.

Dunque, per vedere i prezzi dei carburanti calare ci vorrà ancora del tempo e cittadini e lavoratori dovranno aspettare prima di fare un pieno, spendendo meno di oggi. Un’attesa che potrebbe ulteriormente innervosire chi necessità di grandi quantità di carburante per il proprio lavoro o per spostamenti forzati.

Intanto, non si placa la polemica sui veri responsabili di questi aumenti, etichettati dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, come “una truffa”.