Carburanti, i problemi seri devono ancora arrivare

Carburanti: si prospettano cattive notizie per governi, imprese e famiglie, con l’arrivo dell’estate. Prezzo del petrolio in aumento.

Il conflitto tra Russia e Ucraina sta creando grosse difficoltà nell’ambito del carburante. Il prezzo del petrolio a barile nel mese di febbraio era arrivato a toccare 140 dollari. Le previsioni non sono buone per i mesi a venire e il prezzo potrebbe salire ulteriormente, con l’arrivo dell’estate, a 150 dollari a barile.

Carburanti, notizie non buone in previsione dell'estate
Questa previsione spaventa e potrebbe mandare in rosso governi, imprese e famiglie (Pexels)

Principalmente si fonda su principio che, nei prossimi mesi, l’offerta sul mercato globale rimarrà bassa, a fronte di una domanda che continuerà a salire. Perchè? A distanza di due anni, saranno moltissime le famiglie che decideranno di tornare a viaggiare. In America, ad esempio, sta per iniziare la stagione soprannominata “driving season”. Tutto questo porterebbe ad un aumento notevole dei consumi, quindi, a prezzi più alti. Entriamo nei dettagli della questione. 

Carburanti: l’aumento dei consumi preoccupa

Il presidente americano Joe Biden all’inizio del mese di marzo ha ridotto di 30 milioni di barili le riserve. Come tanti altri paesi, tra cui l’Italia, anche l’America dovrebbe correre ai ripari, racimolando delle scorte e accrescendo la pressione sulla domanda globale. La riunione dell’OPEC prevista per la fine di marzo non fa presagire nulla di buono. Le notizie che arriveranno, sicuramente, non saranno confortanti.

Carburanti, notizie non buone in previsione dell'estate
I leader in ambito petrolifero confermerebbero l’attuale ritmo di aumento dell’offerta che ammonta a 400.000 barili al giorno, al mese (Pexels)

L’unico freno per la risalita dell’offerta è dato dal fatto che, secondo determinati criteri ambientali, molte società impediscono investimenti inquinanti come per quelli “oli & gas”. Seppur ci siano poche trivelle attive, le stesse compagnie petrolifere si impegnano a non trivellare nuove aree, che potrebbero anche rivelarsi poco remunerative.

Nonostante si parli dell’aumento del prezzo del petrolio a 150 dollari, gli analisti non escludono che entro la fine dell’anno possa arrivare anche a 200 dollari. Il governo italiano, ad esempio, ha tagliato le accise di 25 cent. su diesel e benzina, inclusa IVA. La mossa del governo risulta temporanea e la paura è che tra qualche mese si possano riaffacciarsi i problemi.