Crisi dei rifornimenti, fra poco mancherà anche il riso. Preparatevi agli scaffali vuoti

La guerra in Ucraina continua a complicare il problema delle importazioni. Con l’aumento dei costi delle materie prime si rischia di veder svuotare mano a mano gli scaffali dei supermercati. Il prossimo a sparire è il riso.

Il presidente dell’AIRI (Associazione Industrie Risarie Italiane) Mario Francese fa notare il problema in un suo recente intervento. Le risaie italiane, industrie imprtanti per il mercato dei prodotti interni, sono in forte crisi a causa della recente problematica del rincaro dei costi dell’energia. Si tratta dell’ennesimo settore colpito dalle conseguenze della guerra in Ucraina, che sta portando l’economia italiana all’esasperazione. Francese indica come cause dell’attuale crisi delle industrie del riso in Italia il cambiamento climatico che, in particolare quest’anno, ha portato la siccità sulle risaie. Ad aggiungersi a un problema non nuovo ai coltivatori arriva anche il rincaro dell’energia, che aggiunge ulteriori spese alle già presenti per la produzione di riso da mandare nei supermercati.

Il pericolo è che anche il riso si aggiunga alla lista dei prodotti che spariranno dagli scaffali dei supermercati a seguito dello scoppio della guerra. Già nell’ultimo periodo ci sono stati grossi problemi con il grano tenero, in gran parte importato dall’Ucraina, e di conseguenza l’industria della pasta ne ha risentito. Il rischio per le industrie del riso, sottolina il presidente dell’AIRI, è che continuare a produrre riso in queste condizioni, con i costi di produzione sempre più alti e un aumento dei prezzi del prodotto finito non sufficiente a controbilanciare, porti la produzione a non essere più sostenibile economiacamente dalle imprese.

Per quanto riguarda il breve periodo, Mario Francese ammette anche anche le riserve di riso stipate dalle aziende potrebbero non bastare a soddisfare l’interezza della domanda italiana, aumentata recentemente. L’intero settore risaio potrebbe crollare sotto il peso della crisi economica e dell’insostenibilità delle produzioni. Il consiglio del presidente dell’AIRI per i produttori è quello di cominciare a vendere le riserve di riso per evitare che i supermercati si trovino sprovvisti e attendere che passi la tempesta. Il problema è che la guerra in Ucraina non sembra potersi concludere in tempi brevi, e anche se fosse, rimane il problema della siccità, diretta conseguenza del cambiamento climatico che sta avvenendo negli ultimi anni.