Lavoro, perchè le aziende non riescono ad assumere

Il problema della disoccupazione in Italia è molto grave da molto tempo. Se andiamo a vedere i dati, però, i posti di lavoro ci sono, ma le aziende non riescono comunque ad assumere. Ecco cosa succede.

I posti di lavoro disponibili ci sono. I disoccupati pronti ad essere assunti anche. Quindi perché in Italia continua ad esserci un forte problema di disoccupazione che non si riesce a risolvere? La risposta a questa domanda sta in un problema di mancata coincidenza tra le competenze di chi cerca lavoro e quelle richieste per i posti disponibili. Un vecchio problema che era già stato riscontrato prima della crisi della pandemia, nel 2019, ma che adesso, con la ripresa economica in rampa di lancio, sta tornando più agguerrito che mai. Detto in parole povere, le competenze dei disoccupati in cerca di lavoro non sono quelle richieste per i lavori disponibili.

Quello del mismatching sembra essere un problema comune a moltissimi settori. Si ricercano in tutta Italia una moltitudine di figure professionali diverse che, tuttavia, non si riesce a trovare perché non si riesce a far combaciare i profili di chi cerca lavoro con la competenze tecniche e pratiche di chi richiede figure professionali specialistiche. Mancano infermieri, educatori, assistenti sociali, operai agricoli specializzati, specialisti in risorse umane, specialisti di progettazione, figure tecno-amministrative, adetti alle vendite e marketing, ecc. Tutte figure professionali che non combaciano con i profili dei curricula che arrivano alle aziende interessate ad assumere. Secondo UeCoop il problema verrebbe risolto investendo maggiormente sulla formazione professionale, ma resta un grosso paradosso nel mondo moderno il fatto che a mancare siano le competenze informatiche e digitali.

In un mondo in cui chiunque ha in meno uno smartphone, un tablet o un pc, a mancare sono le soft-skills che portano una persona ad essere un capace e professionale esperto di informatica. UeCoop fa notare che c’è differenza tra il saper utilizzare un apparecchio di comunicazione digitale per scopi personali ed essere capace di utilizzare un complesso programma di calcolo o amministrativo. Questo effetto, percepito come paradosso, trova una logica nel fatto che sono proprio degli esperti informatici, che hanno dimestichezza con quelle stesse soft-skills digitali, a permettere agli apparecchi che utilizziamo tutti i giorni di essere così intuitivi e utilizzabili a chi non ha quelle stesse skills professionali.