Draghi in guerra con i contanti, dal 30 giugno arriva la stretta

Il governo anticipa le multe per chi nega il tracciamento dei pagamenti: si parte il 30 giugno e non più l’1 gennaio 2023

Continua la battaglia di Draghi contro il contante. Il nuovo decreto legge n.36 è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e prevede che, a partire dal 30 giugno 2022, scatteranno le sanzioni alle imprese o al professionista che non accetterà pagamenti tracciabili.

Attraverso questo decreto viene pertanto anticipata la data, che era stata inizialmente fissata al 1 gennaio 2023. Si tratta di una delle misure messe in atto per ridurre l’utilizzo del contatto, come prevede il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Il governo Draghi rafforza quindi l’obbligo di accettare pagamenti con carte e bancomat per chi esercita attività di vendita di prodotti e prestazioni, quindi qualsiasi libero professionista. La  novità infatti riguarda sia gli esercenti che i professionisti, quindi anche avvocati e commercialisti.

Le multe, a quanto ammontano

Spieghiamo ora a quanto ammontano le sanzioni. In caso di violazione, per chi nega l’utilizzo del POS, scatteranno quindi le sanzioni che ammontano a 30 euro più il 4% del valore della transazione a carico dei professionisti. Non è dunque punti l’omessa installazione del POS quanto la mancata accettazione del pagamento tracciabile.

Tale norma poi, oltre ad anticipare la data delle sanzioni rispetto al precedente decreto, stabilisce anche che non sarà possibile ottenere alcuno sconto su queste ultime. Non si applica infatti la c.d. “oblazione amministrativa” riferita alla possibilità di pagare una somma pari a un terzo dell’ammontare della sanzione nei 60 giorni successivi alla contestazione.

Ci sarà poi lo stop al cosiddetto “pre-conto“, ovvero il saldo senza alcun valore fiscale di beni e prestazioni, che rende più complessi i controlli per il Fisco. Per combattere questa pratica, molto diffusa in Italia, dall’ 1 maggio ci sarà l’obbligo di invio giornaliero dei dati relativi ai pagamenti elettronici. Il Fisco userà questi dati per effettuare analisi di rischio e individuare eventuali anomalie.