Il Governo dà carta bianca ai comuni per aumentare le tasse: dove sarà più pesante vivere

Grazie ad una nuova legge, i Comuni italiani potranno aumentare le tasse. A tal proposito ecco la lista dei Comuni dove sarà più pesante vivere.

Molti Comuni italiani si apprestano ad aumentare le tasse grazie ad una nuova legge approvata dal Governo Draghi. Questa si trova contenuta nel nuovo Decreto Energia e permette ai grandi Comuni di aumentare le tasse locali in modo tale da riuscire a risanare il proprio disavanzo economico e dunque scongiurare la bancarotta.

La legge cosiddetta salva città è stata pensata per consentire ai Comuni italiani che si trovano in maggiore difficoltà di mettere in atto un aumento delle tasse a patto che ci si impegni a migliorare la qualità dei servizi offerti come anche ad impiegare meglio i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Alla luce di quanto appena detto, dunque, in molti Comuni d’Italia ci si prepara ad aumentare le tasse prevedendo anche l’aumento dell’aliquote Irpef dello 0,2% e dei canoni di locazione e concessione.

Nel frattempo, i comuni dovranno impegnarsi a ridurre la spesa per il personale riducendo le posizioni nonché ad aumentare aumento gli investimenti impiegando al meglio i fondi del Pnrr.

Ciò detto, in seguito all’approvazione della legge salva città ci sono una serie di Comuni che si apprestano ad aumentare le tasse e duqnue dove sarà più pesante vivere. In particolare, tra questi ci sono il Comune di Reggio Calabria, di Catanzaro, di Vibo Valentia, di Napoli, di Salerno, di Avellino, di Potenza, di Chieti, di Rieti, di Palermo, di Agrigento, di Lecce. E’ chiaro duqnue che, in linea di massima, si può affermare che la maggior parte dei Comuni dove ci si appresterà ad un aumento delle tasse rientra nella zona del Centro e del Sud Italia. Tra le città del Nord, infatti, rientrano solo Alessandria e Torino.  Ad ogni modo, la nuova legge finisce per gravare ulteriormente sulle famiglie italiane che già adesso si trovano a dover fare i conti con un inarrestabile aumento dei prezzi e una crisi energetica senza precedenti causati dallo scoppio della guerra in Ucraina. Senza contare che soltanto di recente, si è riusciti ad uscire dallo stato di emergenza causato dalla pandemia da covid e durato due anni.