Multe, quando puoi cestinare le cartelle dell’Agenzie delle Entrate

Prescrizione multe: quando si verifica, quali termini vanno rispettati e qual è la differenza con la decadenza

Quando c’è la prescrizione di una multa stradale? Come è noto, quando la constatazione immediata non si può fare, il verbale deve essere notificato entro 90 giorni dall’accertamento. Tale termine sale a 360 giorni per coloro che sono residenti all’estero. Pertanto, in caso di notifica, la multa è contestabile con ricorso presso il Giudice di Pace, entro 30 giorni dal ricevimento, oppure al prefetto entro 60 giorni. Diverso però è il caso della prescrizione.

Cosa è la prescrizione?

La prescrizione indica l’estinzione di un diritto conseguentemente al suo mancato esercizio per un determinato periodo di tempo. Non è da confondere con la decadenza che porta invece alla perdita della possibilità di esercitare un diritto per il mancato compimento di un particolare atto nei tempi previsti dalla legge. In sostanza la prescrizione prevede la perdita del diritto mentre la decadenza la possibilità di azionarlo.

 

Decadenza e prescrizione di una multa

Qualora la notifica sia avvenuta nei termini previsti senza che il trasgressore abbia provveduto a pagare la multa, oppure sia avvenuta fuori dai termini senza che sia stato presentato un eventuale ricorso, l’Ente preposto all’accertamento ha 2 anni di tempo per iscrivere la cifra a ruolo e affidarne la riscossione all’Agenzia delle Entrate. Se però in questi 2 anni non si attiva la procedura di riscossione, il diritto a ottenere il pagamento va in decadenza per cui qualsiasi cartella ricevuta successivamente non assume valore.

La prescrizione invece si verifica se dal giorno dell’infrazione o dell’invio del verbale o della notifica, passano 5 anni senza che l’Ente abbia posto in essere le procedure per ottenere la riscossione. Per cui, dopo 5 anni, la multa risulta ufficialmente prescritta e qualsiasi tipo di azione può essere contestata davanti agli organi competenti.