Crisi alimentare, tocca al pesce: sempre più difficile trovarlo nei supermercati

Continua il periodo difficile per l’Europa e per il nostro Paese, colpito dalla crisi alimentare. Ecco perché è sempre più difficile trovare pesce nei supermercati

La situazione economica continua ad essere molto complicata, in Europa e nel nostro Paese. I continui aumenti di prezzi di carburante, energia e materie prime, ora stanno interessando anche altri settori, in particolar modo quello degli alimentari.

(Ansa/Isaac Esquivel)

Da giorni, infatti, risulta essere sempre più complicato trovare e acquistare pesce nei supermercati. Una situazione di crisi alimentare che ha la sua spiegazione nel continuo aumento dei costi, anche per i produttori e i distributori di questo alimento. Ecco che cosa sta succedendo.

Crisi alimentare e pesce introvabile, ecco perché

Acquistare pesce fresco in un supermercato italiano risulta essere sempre più difficile. Il pesce nostrano, infatti, risulta essere sempre più introvabile, a fronte di prodotti che provengono invece da Croazia, Grecia, Spagna, Francia, Tunisia e Vietnam. Sono questi, infatti, i produttori che esportano di più nel nostro Paese.

La difficoltà attuale è causata in particolar modo dai rincari dei prezzi, in particolar modo dei carburanti. Il costo eccessivo di gasolio e benzina, infatti, ha letteralmente fermato i pescherecci. I pescatori hanno infatti enormi difficoltà nel far rientrare le spese e preferiscono restare in porto.

Nel giro di un solo anno, infatti, il prezzo del gasolio è aumentato di tre volte, sferrando un colpo quasi mortale alle attività del nostro Paese. Oggi una battuta di pesca può arrivare a superare i costi di rendita, tanto da costringere i pescatori a rimanere sulla terraferma.

(ANSA/CESARE ABBATE)

Gli aiuti da parte dello Stato tardano ad arrivare e quindi i pescatori italiani hanno deciso di far sentire la propria voce. Sono partite, quindi, le proteste ad Ancona, dove i pescherecci sono letteralmente fermi da due settimane. Ma ci son state manifestazioni anche a Manfredonia, nel cui famoso porto stanno stazionando da sabato mattina circa 200 imbarcazioni, le quali bloccano l’accesso allo scalo.

Un tentativo, come quello successo ad Ancona, di bloccare il pesce proveniente dall’estero e impedirne l’accesso al mercato ittico del nostro Paese. Le conseguenze, come è facile immaginare, sono arrivate anche fino ai consumatori, che da giorni trovano quasi solo pesce estero o a prezzi maggiorati.