Salario minimo obbligatorio, cosa accade con le buste paga

Il salario minimo obbligatorio verso l’approvazione definitiva dall’Unione Europea: ecco cosa cambierà nel mondo del lavoro in Italia.

Via libera al Salario minimo obbligatorio nell’Unione Europea. Grazie all’intesa tra il Consiglio Europeo, il Parlamento e la Commissione Europea, gli stati membri dovranno adottare lo stipendio minimo per tutti i lavoratori. Una svolta importante per il mondo del lavoro. L’approvazione ufficiale della direttiva è prevista entro il mese di giugno quando si avrà l’ok da parte del Parlamento e del Consiglio UE.

Cosa è il salario minimo?

Il salario minimo è la paga base che un datore di lavoro deve corrispondere per legge ai propri dipendenti o collaboratori. La direttiva UE ha introdotto nuove regole sul salario. Lo stipendio base obbligatorio andrà fissato tra il 70% e l’80% dei lavoratori. Su tale cifra bisogna però trovare una soglia definitiva in grado di mettere d’accordo tutti.

Gli Stati che già prevedono dei minimi legali dovranno aggiornare i salari secondo alcuni criteri per poi aggiornarli nuovamente almeno ogni due anni, con il coinvolgimento delle parti sociali.

 

Cosa accade con salario minimo in Italia?

L’Italia non ha un vero obbligo d’attuare la direttiva comunitaria perché lo stipendio minimo sarà obbligatorio solo nei Paesi in cui la contrattazione collettiva è poco diffusa. Nel nostro Paese i CCNL coprono già l’80% dei lavoratori per cui la direttiva UE non è vincolante.

Un lavoratore italiano con l’introduzione del salario minimo guadagnerebbe 8 euro all’ora che in un mese sarebbero 1.250 euro di base. Questo porterebbe ad un miglioramento delle condizioni di lavoro e soprattutto economiche anche per i precettori del Reddito di Cittadinanza i quali si trovano ad intascare di più rispetto a chi va a lavorare.

Quali sono i benefici del salario minimo?

Con il salario minimo obbligatorio ogni lavoratore ha una busta paga più ricca. In Italia ci sono tanti lavoratori con contratti non in linea con quelli CCNL che vengono retribuiti con paghe orarie già al di sotto di quelle previste. Secondo l’Unione Europea il salario minimo garantisce più equità e competitività nel mondo del lavoro e soprattutto riduce la disoccupazione. In Germania, da quando è stato introdotto lo stipendio base, c’è stato un boom di posti di lavoro ed un crollo di domande per sussidio disoccupazione.