Azienda in crisi, vai in pensione prima: arriva il decreto

Ecco il nuovo decreto che ha affrontato il tema della pensione nel caso in cui un’azienda vada in crisi. Cosa dice il testo

La pensione è uno degli obiettivi perseguiti dai lavoratori che vorrebbero finalmente godersi il frutto del proprio lavoro e dedicarsi ad attività di calma e relax. Purtroppo, il nostro sistema pensionistico non è affatto dei migliori e spesso l’uscita dal mondo del lavoro non è affatto facile.

(Pixabay)

Proprio per questo, c’è grandissima attesa per quanto riguarda la nuova riforma delle pensioni, la quale dovrà scongiurare il ritorno alla legge Fornero. Tuttavia, è arrivato un nuovo decreto che affronta il tema della pensione anticipata nel caso in cui un’azienda vada in crisi. Ecco cosa dice il testo

Pensione in anticipo se l’azienda va in crisi

È in arrivo un nuovo decreto dal Mise che mette nero su bianco riguardo la possibilità di andare in pensione in anticipo nel caso in cui un’azienda vada in crisi. Si tratta di una possibilità espressamente prevista dalla legge di Bilancio 2022, a cui però non ha seguito fin da subito un decreto del dicastero dello Sviluppo economico. Ma ora ci sono delle novità.

Secondo la legge 30 dicembre 2021 numero 234, è possibile andare in pensione prima nel caso in cui l’azienda per cui si lavora è in crisi. I lavoratori, infatti, avranno la possibilità fino al 2024 di andare in pensione in anticipo e ottenere un’indennità che si avvicinerebbe di molto all’assegno pensionistico spettante, fino al momento in cui si matureranno tutti i requisiti necessari per la pensione “completa”.

(Ansa/Franco Silvi)

Potranno accedere a questa misura (qualora venisse confermata) quei lavoratori di piccole e medie imprese che si versano in condizioni di crisi. Si tratta, quindi, di un bacino di circa 10mila lavoratori e potrebbero servire risorse economiche pari a 150milioni per il 2022, 200 milioni per il 2023 e 200 milioni per il 2024.

L’azienda viene considerata “in crisi” quando questa registra una diminuzione media del proprio fatturato annuo, nei 12 mesi antecedenti la richiesta, di almeno il 30% del fatturato che fa riferimento al 2019. Ad oggi, non vi è ancora nulla di attuativo, ma secondo il Sole 24 Ore è questione di giorni prima della pubblicazione da parte del Mise del nuovo decreto.