Superbonus, finisti i soldi promessi dallo Stato, cosa accadrà ora

Il conto del Suoperbonus 110% va in rosso. Sono già finiti i soldi promessi per la misura e il fondo per il bonus edilizio andrà rifinanziato. Ecco cosa ci aspetta nel prossimo futuro.

Di 33,3 milioni di euro che sono stati stanziati per il rilancio del Superbonus 110% ne sono stati primessi 33,7 milioni dalle prenotazioni. Con i conti in rosso di 400.000 euro, il bonus edilizio deve essere rifinanziato.

Un bonus che, nonostante tutte le motifiche, continua a dare problemi. Il Superbonus, nonostante gli indubbi benefici, si è dimostrato fallimentare sul piano della messa in opera. Dopo le varie truffe che lo vedevano protagonista e i molteplici tentativi e cambi di regole farre dal legislatore per evitare tali truffe, adesso il problema sono i fondi stanziati. A rivelare il problema è l’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), che mostra come i soldi stanziati non siano abbastanza per la domanda che c’è stata per il bonus.

Questo è un grosso problema per il Superbonus, visto che, secondo quanto si legge nell’ultima versione della misura, è richiedibile fino alla fine del 2022. Tuttavia già a metà giugno i fondi sono finiti. Oltre a questo c’è da contare tutti gli altri bonus edilizi, su cui lo Stato ha stanziato ulteriori 6 miliardi di euro. Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti è arrivato a dire che alcuni i bonus edilizi dovrebbbero essere rivisti per fare una selezione di quali sono effettivamente utili e quali no. Tra i partiti si comincia a discutere di razionalizzazione dei bonus edilizi. Una volta capito che non è possibile mantenerli tutti attivi e in piena funzione.

I bonus ancora validi per la casa sono ancora molti. Partendo dal bonus bollette per luce, gas e internet da 300 euro, passando poi al bonus televisione, per poter cambiare il vecchio apparecchio con uno più al passo coi tempi, e soprattutto alle nuove tecnologie di trasmissione. Uscendo dall’ambiente domestico troviamo i 2 bonus da 600 euro per l’esilo nido e del bonus psicologo, utile dopo gli anni di pandemia. Non dimentichiamo poi del bonus Draghi, con i 200 euro una tanum che verranno corrisposti a luglio. Infine troviamo il rimborso del 70% delle spese con il Pos e il bonus della carta docenti da 500 euro. Questi sono solo alcuni dei bonus ancora attivi e che pesano in maniera considerevole sulle tasche dello Stato. Presto dovrà essere operata una scrematura.