Benzina a 2.50 euro al litro, cosa succede se il Governo non taglia più le accise

Il conflitto in Ucraina ha determinato una crisi energetica senza precedenti che si sta riversando inevitabilmente sul costo della benzina.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha avviato un’indagine per capire quali sono i prezzi che i gestori praticano su strade e autostrade. Ad essere analizzati sono stati circa 15 mila impianti e la situazione che è emersa non è per nulla incoraggiante.

A partire dal 24 febbraio, con l’invasione delle truppe russe in territorio ucraino, si è venuta a delineare una situazione molto preoccupante dal punto di vista delle materie energetiche. Le sanzioni perpetrate ai danni della Russia di Putin così come l’attuale instabilità geopolitica, contribuendo al verificarsi di un rincaro sul costo del carburante senza precedenti. A tal proposito, infatti, sono in continuo aumento i prezzi relativi con quello relativo alla benzina al self service che risulta essere pari a 2,04 euro al litro, mentre quello concernente il gasolio si aggira intorno a 1,97. Il pieno, dunque, risulta essere sempre più caro.

Nello specifico, l’11 giugno scorso è stato riscontrato un nuovo aumento dei prezzi. Si tratta di un notevole rincaro con Eni che ha aumentato a 2 centesimi al litro i prezzi relativi alla benzina e al gasolio. In riferimento invece a IP, è stato registrato un aumento di 4 cent/litro sul diesel ma anche sulla verde. Infine, per Q8 l’aumento è pari a 2 centesimi al litro sul gasolio. Proprio per contrastare questa ondata di rincari relativa alle materie energetiche, il Governo Draghi ha deciso di procedere con la proroga del taglio delle accise. Questo, difatti, durerà fino a venerdì 8 luglio. Nonostante questo, però, come emerge dai dati rilevati dal Ministero dello Sviluppo Economico, i prezzi di benzina e diesel non accennano a diminuire. Va detto, tra le altre cose, che in assenza del predetto intervento da parte del Governo i prezzi sarebbero di gran lunga più alti. Ad ogni modo, tale situazione non fa altro che pesare come sempre sulle famiglie che già versano in condizioni economiche particolarmente disagiate. Senza contare che queste prima dell’attuale crisi energetica, hanno dovuto far ei conti anche con la pandemia e dunque con le conseguenze legata a quest’ultima.