Costi per le vacanze alle stelle, ma per chi ha il Reddito gli incassi in estate raddoppiano

Il problema della mancanza di lavoratori stagionali per la stagione turistica sta venendo presa in carico dal Governo. C’è un piano per far combaciare lavoro stagionale e reddito di cittadinanza.

Si tratterebbe in un certo senso di uno strappo alla regola, fatto, sembra, per ovviare il problema della mancanza di lavoratori per la stagione turistica. Il ministro del Lavoro Orlando prevede di fare una parte del reddito di cittadinanza agli stagionali.

In realtà è un’idea a cui stanno lavorando più ministeri. Il Ministero del Lavoro, nella figura del Ministro Orlando, il Ministero dell’Economia e delle Finanza guidato da Daniele Franco, e il Ministero del Turismo del ministro Massimo Garavaglia. Il piano è rendere più compatibili lavoro stagionale e reddito di cittadinanza, in modo da permettere ai percettori del reddito di poter lavorare nella stagione estiva senza perdere il sussidio. Questo permetterebbe di coprire la falla di 300.000 posti di lavoro per la stagione estiva che i datori di lavoro non riescono ad occupare.

Per come la direttiva del reddito di cittadinanza è scritta oggi, c’è la possibilità di lavorare mentre si prende una parte del reddito di cittadinanza. Questa meccanica, però, è già stata criticata, visto che l’ammontare del reddito di cittadinanza che rimane al beneficiario quando comincia un lavoro stagionale è di appena il 20%. Poi, dopo un anno di lavoro, il reddito di cittadinanza viene richiamato del tutto. Questo sfavorirebbe la propensione dei beneficiari ad accettare il lavoro. In caso di reddito da lavoro che aumenti, per esempio, il reddito complessivo di 100 euro, 80 euro verrebbero tolti dal reddito di cittadinanza. Questo significa che per il beneficiario c’è un guadagno effettivo di appena 20 euro. A una simile cifra nessuno vorrebbe impegnarsi in un lavoro che da lì a un anno gli portarebbe via la maggior parte della propria fonte di reddito.

I dettagli di cosa effettivamente i tre ministri intendono fare non sono ancora chiari. Una ipotesi sarebbe che possano seguire la linea proposta da Chiara Saraceno in autunno. Ovvero che al momento di coesistenza di reddito di cittadinanza e reddito da lavoro, il reddito di cittadinanza venga decurtato del 60% anziché dell’80%. Inoltre la Saraceno proponeva anche una soglia di incapienza, cioè di esenzione fiscale: 8.174 euro per i redditi da lavoro dipendente e 4.800 euro per quelli da lavoro autonomo.