Giugno mese nero, lo Stato batte cassa: a cosa devi stare attento

Il mese di giugno è uno di quelli più neri in fatto di tasse inn quanto proprio in questo periodo lo Stato batte cassa. Scopriamo insieme alle date a cui bisogna prestare attenzione.

Per i contribuenti il mese di giugno è sicuramente un mese nero in quanto in questo periodo ci sono diverse scadenze che bisogna evitare di dimenticare se si voglio evitare gravi conseguenze con il Fisco.

Una delle scadenze più vicine è sicuramente quella relativa all’Imu, Imposta Municipale Unica. Quest’ultima in particolare è una tassa locale a cui devono ottemperare coloro che sono titolari di un immobile. Il pagamento dovrà essere erogato entro il 16 e riguarda il primo acconto della tassa, mentre il secondo dovrà essere versato a dicembre. Questa tassa, peraltro, riguarda soltanto gli immobili che non rientrano nella prima casa a patto che questa non rientri nella categoria degli immobili di lusso. Ad ogni modo, per l’Imu non è previsto il pagamento rateale tuttavia è prevista la possibilità di ricorrere al cosiddetto ravvedimento operoso che consente di pagarla in ritardo. Esso consiste in poche parole nel rimandare in maniera spontanea il versamento della tassa in esame. Com’è ovvio va precisato che maggiore sarà il ritardo con cui si effettuerà il pagamento, più elevato sarà il costo del ravvedimento.

Ciò detto, sono 25 milioni gli italiani dovranno versare tale imposta entro il 16 giugno. Con il primo acconto dell’Imu peraltro entreranno nelle casse dello Stato circa 9,5 miliardi di euro. Con la seconda rata, invece, che dovrà essere versata entro il 16 dicembre 2022, la somma complessiva si aggirerà intorno ai 19 miliardi di euro. Ciò detto, è molto importante mettersi in regola con il pagamento dell’Imu per evitare di andare incontro a pesanti sanzioni. A tal proposito, infatti, se non si procede al pagamento della tassa in esame entro i limiti stabiliti si va incontro al pagamento di multe salate che cambiano in base ai giorni di effettivo ritardo del versamento. Queste, tra l’altro, possono arrivare fino anche al 30 per cento dell’importo dovuto allo Stato. E’ chiaro dunque che è meglio procedere con il pagamento entro il termine in modo tale da mettersi in regola con il Fisco.