Cartelle esattoriali, il Governo pensa ad un’altra sanatoria

L’interesse sempre vivo intorno alle cartelle esattoriali ha attirato le antenne dei contribuenti quando si è parlato dell’idea del Governo relativa ad un’altra sanatoria. Ma che cosa bolle davvero in pentola? Cosa cambia per i cittadini?

Il governo sta valutando l’idea di una nuova sanatoria. La riapertura dei termini per coloro i quali non avevano versato le rate del 2020 della cosiddetta rottamazione ter e del saldo e stralcio si è però palesata come un vero flop. Dunque, a cosa andiamo incontro?

cartelle esattoriali
cartelle esattoriali / Fonte: Pexels

In effetti, è accaduto che solo la metà dei 530 mila contribuenti che il Parlamento aveva sperato di riabilitare con la conversione del decreto Sostegni ter ha preso la palla al balzo, cogliendo tale opportunità. Il termine per rimettersi in carreggiata dal punto di vista legale, infatti, tramite ai 5 giorni di tolleranza e ai sabati e alle domeniche, è andato esaurito il 9 maggio scorso. E solo la metà di coloro i quali avrebbero dovuto passare a pagare, lo ha fatto.

Cosa succede dunque ora quanto ai ritardatari? Dati alla mano, o sarebbe meglio dire Legge alla mano, lo Stato dovrebbe dire stop a tutte le agevolazioni chiedendo il pagamento delle tasse in sospeso per intero. Ma sarebbe una scelta proficua?

Il governo in effetti valuta tutte le piste, in ragione della fattibilità di qualunque altra strada che possa portare ad una nuova ulteriore chance di incamerare quanto richiesto.

Cartelle esattoriali, la nuova ipotesi

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cartelle esattoriali / Fonte: Pexels

La pista alternativa di cui si parla è quella relativa al riaprire i tempi della sanatoria permettendo un’altra dilazione dei versamenti. L’idea sulla quale si sta discutendo implica rate trimestrali disposte su 20 frazioni da rispettare nell’arco di 5 anni. La faccenda resta comunque ingarbugliata. Il mancato versamento delle rate della pace fiscale ha pesato sul recupero per le casse dell’erario e questo ha inciso nel complesso.

In ballo ci sono nel totale ben 2,45 miliardi di euro che fanno riferimento sia a soggetti che non avevano versato le rate 2020 sia quelle del 2021. Cifre che senza il rientro delle cartelle come erano state pensate, secondo un piano fondato proprio sulla conversione del decreto Sostegni ter dovevano venire recuperate con la riscossione ordinaria.  Che significa tutto questo?

Questo vuol dire riattivare l’intero protocollo di recupero con delle misure cautelari e procedure esecutive. E, guardato dalla prospettiva dei contribuenti, questo significa pagare tutto il debito residuo tornando ad incrementare sanzioni e interessi senza la possibilità di dilazionare l’importo dovuto.  Una pista molto scivolosa.

Crisi economica e prospettiva del recupero esattoriale

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cartelle esattoriali / Fonte: Pexels

Una possibilità questa che, in virtù anche della crisi post Covid e dei problemi economici generati dalla guerra, si vuole scongiurare anche se non altro per evitare di incappare in un altro flop. Nei pensieri di chi prima d tutto pensa a una nuova sanatoria c’è la sensazione che le condizioni di poca liquidità che avevano generato i rinvii durante le fasi più gravi della pandemia non sono cambiate oggi per i debitori. Anzi

Di contro, esiste unaa quota di contribuenti che prediligono di non rientrare nelle posizioni agevolate ed attendere le successive azioni dell’agente della riscossione.

E’ importante poi tenera a mente che l’8 agosto arriva la scadenza per le rate del 2021 della pace fiscale. La scadenza, è al 31 luglio, ma anche in questo caso, a fronte dei cinque giorni di tolleranza e ai sabati e alle domeniche, si può avere a disposizione una settimana in più. Pensare una corsa ai versamenti, anche in questo caso, è solo una vana speranza.