114 euro, il bonus del Governo arriva in busta paga

Importanti indicazioni dal Governo: stanno per arrivare degli aumenti da 60 a 114 euro per i dipendenti pubblici in busta paga. Ecco come funzionerà, chi ne avrà diritto e secondo quali procedure e requisiti.

Un piccolo passo economico, un grande passo verso la stabilità. Per alcuni lavoratori italiani, in particolar modo per i dipendenti pubblici, arrivano buone notizie: un aumento fino a 114 euro in busta paga. Un bonus voluto dal governo. Ecco come funziona e a chi spetta.

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114 euro / FOnte: Flickr

Sul conto dei dipendenti pubblici potrebbe esserci a breve un sorriso in più, sotto la forma di aumento o, per meglio dire, di bonus. Quanto? E a chi spetterà?  L’aumento mensile lordo sarà del 4,15 %. Ciò implica, facendo una stima, un incremento della busta paga con una significativa oscillazione tra i 59,60 euro di un F1 in prima area fino ai 114,70 euro di un Ispettore generale.

Ecco il motivo per cui molti hanno ribattezzato questo benefit come quello dei 114 euro, anche se la cifra non sarà, evidentemente, come visto, sempre questa per tutte. Ci saranno infatti delle specifiche e delle distinzioni in base all’area, al lordo e ad alcuni parametri. Andiamo a fare dunque un po’ di chiarezza.

Bonus 114 euro: per chi, quando e come

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114 euro / Fonte: Pexels

Ad esempio nella seconda area, si otterrà un aumento stimato pari ai 62,90 euro di aumento lordo mensile di un F1, fino ai 79,50 di un F6. Nella terza, relativa dei funzionari, gli aumenti di stipendio lordi mensili, dovrebbero appunto poi oscillare da 77 euro a 111,40 euro per un F7.

Ci sono poi delle novità importanti pure per le Agenzie fiscale e gli enti pubblici non economici, quali ad esempio l’Inps o l’Inail. Infatti in tal caso la fascia di oscillazione degli aumenti dovrebbe ruotare tra i 59,60 euro ai 114,70, come indicato a livello generale.

Ci sono delle specifiche, inoltre. Nelle Agenzie fiscali la terza area arriva ad un incremento di 104,50 euro. Idem per gli enti pubblici non economici, dove nelle aree prima, seconda e terza, si balza dai 59,60 euro di un A1, fino ai 98,30 di un C5. E ancora, per i direttori di divisione e gli ispettori generali, gli aumenti sono di 106,6 e 114,7 euro.

Per gli enti come Cnel, l’Enac, l’Ansfisa (ovvero l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali), e anche l’Ansv e cioè l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, e ancora per l’Agid (l’Agenzia per l’Italia digitale), vi sono regole divere: Infatti al Cnel gli aumenti sono da 59,60 euro per il primo livello della prima area ai 104,9 per il quinto livello della terza area (C5).  Quanto ad Agid arriveranno fino a 146,10 euro lordi al mese.

114 euro: lavoro e smart working

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114 euro / Fonte Pexels

Ci sono alcune specifiche da tenere a mente quanto a questo tema relativo agli aumenti per i dipendenti pubblici.  Da mesi la volontà del governo è sempre stata quella di far giungere gli aumenti e gli arretrati in busta paga in modo uniforme a tutti i dipendenti pubblici beneficiari fin dalla tarda primavera, ma è chiaro che il lavoro alle spalle è stato enorme.

Ci sono, di fondo, alcuni dubbi, uno dei quali riguarda il tema dello smart working. In questo contesto, a far la differenza, tenendo conto del tema molto discusso sulla ‘contattabilità’ del lavoratore oltre quelle che sono le canoniche ore da ufficio, sono le ore di servizio.

E’ stato stabilito che  la fascia di “contattabilità” dei lavoratori non potrà superare l’orario medio giornaliero. Implica che i dipendenti non potranno ricevere chiamate e mail per un periodo superiore a circa 9 ore al giorno. Questo allunga la fascia della “disconnessione” ma alimenta anche perplessità soprattutto sulle erogazioni dei bonus ai dipendenti.