Prezzo della benzina, può salvarci una tregua di 60 giorni

Il Governo deve intervenire sul problema dei rincari del carburante. Un decreto legge potrebbe porre una tregua di 60 giorni senza rialzi ulteriori, ma sarebbe solo una soluzione momentanea.

Nuovo intervento del Governo in arrivo sul caro benzina? L’aumento del prezzo dei carburanti è uno dei problemi maggiori dell’Italia. Recarsi a fare il pieno è diventato sempre di più un lusso per gli italiani che, nonostante il taglio delle accise, si trovano comunque a pagare molto di più il carburante rispetto agli altri abitanti dell’Unione Europea.

Il conflitto tra Russia e Ucraina sta pesando non poco sulle tasche di famiglie ed imprese. Le prime devono fronteggiare un’inflazione galoppante, le altre un boom del costo delle materie prime, tra cui il petrolio, che fa lievitare il prezzo finale dei prodotti. Lo sconto taglio accise sui carburanti ci sarà fino all’8 luglio, ma il Governo sembra stia studiando un nuovo Dpcm con prezzo massimo fino a ottobre.

L’escalation prezzi dei carburanti sembra davvero inarrestabile. Se oggi non ci fosse lo sconto taglio accise, un litro di benzina costerebbe 2,31 euro. Una cifra mai vista prima d’ora. Per limitare questo ennesimo salasso a famiglie ed imprese, si sta studiando un nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che possa fissare un tetto massimo di prezzo di benzina, diesel, GPL almeno fino ad ottobre. Una misura pensata per attenuare i costi per chi lavora e chi si muoverà in auto quest’estate. Il testo dell’emendamento, proposto dal Partito Democratico, prevede che un Dpcm, su proposta del Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, definisca per i successivi sessanta giorni, un prezzo massimo per la vendita dei carburanti. Il prezzo massimo deve essere scelto in base a modalità e criteri con decreto del Ministro della transizione ecologica.

La ragione principale dell’impennata dei prezzi alle stazioni di servizio sono le quotazioni del greggio in continua salita. L’impennata del costo dei carburanti continua ad esserci nonostante il taglio accise del Governo. Oggi un barile di petrolio costa tra i 116,3 e 117,3 dollari. Se a questo aggiungiamo anche l’embargo deciso dall’Unione Europea nei confronti del petrolio proveniente dalla Russia e la progressiva revoca delle restrizioni anti Covid in Cina, è chiaro che le oscillazioni di prezzo del petrolio siano aumentate con picchi di prezzi davvero incredibili.