Dopo il lockdown ci aspettano altri sacrifici. E anche questa volta non sappiamo quanto durerà

La crisi energetica potrebbe colpire a breve gli italiani, che si ritroveranno nuovamente ad affrontare grandi sacrifici come ai tempi del lockdown.

La crisi energetica è alle porte e, come successo con la pandemia, non sappiamo quanto durerà. È certo che dopo tre anni di sacrifici gli italiani sono allo stremo: l’economia e le stesse persone non ne possono più ma il Governo continua ad imporre regole ferree e altri sacrifici a scapito dei cittadini.

 

A tal proposito si è espresso il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli; secondo il presidente non c’è da preoccuparsi troppo, basta procedere con i razionamenti per “distruggere domanda e distruggere consumi. Adesso la guerra bussa direttamente a casa nostra, è Putin che sta punendo noi tagliando le forniture“, ha commentato in riferimento alle pesanti sanzioni imposte al Cremlino dall’Europa.

“Pensavamo di poter punire Putin con l’embargo al gas russo” ma la situazione odierna è ben altra. Secondo Tabarelli è meglio iniziare subito con il razionamento, per “preparare le persone gradualmente”. In arrivo dunque ennesime, stressanti limitazioni imposte dal Governo ‘democratico’ italiano.

“Siamo in guerra”: gli italiani devono prepararsi ad altri anni di limitazioni e imposizioni

Il problema principale rimangono le forniture per l’inverno: “Sugli stoccaggi c’è un problema drammatico. I meccanismi di mercato rendono difficile per operatori quotati in Borsa mettere del gas sottoterra come scorta con questi prezzi folli”.

 

“Deve intervenire lo Stato imponendo il riempimento delle riserve e coprendo le eventuali perdite. Averli pieni è la prima condizione per affrontare l’inverno. Ma non sarà sufficiente. Se manca il gas russo meglio prepararsi comunque al razionamento“.

Il metodo da usare per far si che tutti rispettino il razionamento, per il presidente Tabarelli è quello di “imporlo”, staccando anche la luce in “alcune fasce orarie. Un po’ di risparmio forzato non fa così male”. D’altronde, per Tabarelli “siamo già in guerra“.